Economia

Come Di Maio si è perso un miliardo per le famiglie

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Succede. Avete presente quando si infilano gli spicci tra i cuscini del divano? Ecco. Luigi Di Maio invece si è perso per strada un miliardo di euro che voleva spendere, con un decreto ad hoc alla vigilia delle elezioni europee, “per le famiglie“, qualunque cosa voglia dire. A spiegargli che i soldi che voleva spendere non ci sono è stato il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Il decreto con gli incentivi alla natalità e sostegni fiscali che il M5S voleva approvare lunedì in Consiglio dei ministri è finito in soffitta proprio sul più bello, esattamente come il decreto sicurezza bis che Salvini ha dovuto pesantemente modificare fino a togliere le multe alle ONG. Spiega oggi Stefano Feltri sul Fatto che il M5S vuole usare le minori spese per il reddito di cittadinanza, rispetto a quanto stanziato, per finanziare l’intervento.

Ma quel miliardo di euro di risparmi potenziali oggi figura tra le coperture del reddito di cittadinanza: o si fa una legge per ridurre lo stanziamento a bilancio, oppure bisogna aspettare la fine del 2019 per verificare che i soldi ci siano davvero e solo a quel punto si possono destinare altrove. E, comunque, solo per finanziare interventi una tantum, visto che non si può sapere se l’avanzo ci sarà anche nei prossimi anni.

Nella sua infinita pazienza, Tria lo aveva già detto ad Agorà in mattinata: «Non sappiamo cosa sia questo miliardo — risponde il ministro — e se si spenderà meno si saprà a fine anno, non adesso». Bocciatura su tutta la linea, come del resto già fatto con le stesse motivazioni dalla Ragioneria generale dello Stato. Le sue parole non vanno giù al Movimento 5 Stelle, che da tempo accusa Tria di remare contro o, ma è un po’ la stessa cosa, di essersi schierato con la Lega. «Per me — ribatte il vicepremier Luigi Di Maio — quando si decide dove destinare i soldi è la politica che decide, non i tecnici. Il decreto famiglia è una priorità politica, i soldi ci sono, l’Inps ci dice che quest’anno un miliardo lo riusciamo a recuperare». Bene, passa all’INPS, fatti fare un assegno e poi ci vediamo in CDM, potrebbe rispondere Tria.

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