Economia

La mail dell’INPS: Di Maio sapeva una settimana prima delle stime sugli 8000

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Alessandro Barbera sulla Stampa pubblica oggi le prove del fatto che la tabella dell’INPS sugli ottomila disoccupati in più con il Decreto Dignità è stata inviata al ministero dello Sviluppo una settimana prima dell’ok definitivo al provvedimento:

Tutto inizia il due luglio, quando l’ufficio legislativo del ministero del Lavoro scrive all’Inps per chiedere di predisporre «con la massima urgenza» la platea dei lavoratori coinvolti «al fine di quantificare il minor gettito contributivo». Detto fatto: quattro giorni dopo, il sei luglio, la segreteria tecnica di Boeri spedisce all’ufficio legislativo del ministero quanto richiesto.

Mail certificata e testo non lasciano dubbi: al ministero la scheda che stima impietosamente il calo degli occupati è sul tavolo del ministero sei giorni prima della bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato, il 12 luglio.

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Non c’è stata quindi nessuna manina che ha aggiunto nottetempo e mentre i Severi Controllori del M5S erano distratti la stima che ha fatto scoppiare le polemiche con l’INPS e la Ragioneria Generale dello Stato:

La relazione tecnica verrà ritoccata il giorno prima della pubblicazione in Gazzetta su richiesta della stessa Ragioneria – accade l’11 di luglio – ma per ragioni che non hanno nulla a che vedere con quella stima: il funzionario della Rgs, che per mestiere è chiamato a verificare le coperture finanziarie di ogni provvedimento, chiede di quantificare gli effetti del decreto sul sussidio di disoccupazione.

Dunque nessun giallo, nessun complotto, e d’altra parte sarebbe stato incredibile da parte dell’Inps – che dipende funzionalmente dal ministero del Lavoro – un atteggiamento diverso. Al professore milanese non resta che il peccato originario: quello di essere stato nominato a quell’incarico dall’ex premier ora all’opposizione, Matteo Renzi. Ma è poco più di un peccato originario: basta chiedere a chi in quei mesi ha avuto l’occasione di assistere alle conversazioni fra Boeri e il leader Pd.

Al racconto della Stampa si potrebbe anche aggiungere un post pubblicato dall’onorevole Mara Carfagna sull’Huffington Post ieri sera, in cui si fa notare che i famosi numeri della tabella dell’INPS sono citati nel punto in cui si dice espressamente che le modifiche ai contratti a tempo determinato e quelle ai contratti di somministrazione (articoli 1 e 2 del decreto) comportano minori entrate per lo Stato.

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Quindi il testo stesso del disegno di legge di conversione del decreto, quello che il ministro Di Maio ha co-firmato di proprio pugno e presentato a proprio nome al Parlamento per l’approvazione, contiene all’articolo 14 le stesse indicazioni della famigerata relazione tecnica.

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