Politica

La rabbia di Di Maio per Grillo e Burioni

beppe grillo asperger autismo - 6

Ieri, dopo la pubblicazione dell’appello per la scienza e per i vaccini sul blog di Beppe Grillo, un p.s. (come ai bei vecchi tempi in cui serviva a cacciare la gente dal M5S) è comparso alla fine del post per avvertire che “Ho ricevuto il presente appello dal Professor Guido Silvestri. Non conosco il Professor Roberto Burioni“. Chissà se la comparsa del P.S. è collegata in qualche modo con quanto racconta oggi Annalisa Cuzzocrea su Repubblica, ovvero che il bisministro e vicepremier che salva gli obbligazionisti con la sola imposizione della dialettica (cioè, a chiacchiere) si è leggermente alterato (eufemismo) con il fondatore del suo MoVimento 5 Stelle:

«Va bene la scienza, ma Burioni no!», è sbottato il vicepremier quando i collaboratori gli hanno mostrato i messaggi di proteste arrivati solo nella giornata di ieri. Non che siano i primi: le caselle di posta M5S sono sommerse per le trivelle nello Jonio, il salvataggio di Carige, perfino per la decisione del premier Conte di accogliere dieci dei migranti tenuti in mare per venti giorni grazie alla politica dei “porti chiusi” inaugurata da Matteo Salvini e subita senza batter ciglio dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

Non è quindi quello di Grillo, il principale voltafaccia di cui è accusato il Movimento. È però l’unico che non è stato deciso da Di Maio nelle sue molteplici vesti di leader, vicepremier e ministro. Sensibile ora, davanti all’emorragia di voti profetizzata dai sondaggi, anche alle istanze dei no vax più estremi. Che minacciano di togliere ogni appoggio nonostante al Senato sia in discussione una legge che smantella il ddl Lorenzin, ribaltandolo: sarà il ministero a decidere se ordinare l’obbligo in base all’anagrafe vaccinale e alle coperture raggiunte (per dirla con Burioni, «è come mettersi la cintura a incidente avvenuto»).

grillo di maio burioni

Non sopporta le parole di Grillo, Di Maio. Non sopporta quella che considera non un’ingerenza, come ha già valutato le uscite su Tap, Tav, reddito universale, ma un dispetto. Nato dal gelo delle ultime settimane. E da quella terribile sera in cui il garante era arrivato a Roma, al fianco della moglie Parvin, per scambiare gli auguri di Natale con i ministri e i principali esponenti dei 5 stelle. Ma — un po’ come era accaduto sul palco del Circo Massimo all’ultima Italia a 5 stelle — non si era ritrovato accanto quasi nessuno.

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