Politica

Alessandro Di Battista rifiuta la candidatura alle Europee

di battista barbara d'urso salvini

Alessandro Di Battista non vuole candidarsi alle elezioni europee con il MoVimento 5 Stelle. E ha lasciato cadere nel vuoto l’offerta di Luigi Di Maio per guidare la lista in Italia centrale e andare a battagliare sulle preferenze con Matteo Salvini. Lo racconta oggi Annalisa Cuzzocrea su Repubblica:

Luigi Di Maio — secondo fonti di governo — ha proposto all’ex deputato non solo di essere il volto delle europee. Non solo di candidarsi in Italia centrale e cercare di portar su preferenze che si prevedono scarse in confronto a quelle della Lega, almeno stando ai sondaggi. Il vicepremier ha chiesto al frontman in disarmo di tornare in campo con una strategia completamente nuova.

Presentandosi alle elezioni del prossimo 26 maggio come capolista in tutte le circoscrizioni. Facendo di lui l’anti-Berlusconi, l’anti-Salvini, l’anti-Calenda o Pisapia che sia. Secondo gli amici, Di Battista è stato tentato. Il fuoco della campagna elettorale gli manca, nonostante il disastro dell’Abruzzo e del tentato accordo con i gilet gialli in Francia. Gli manca la politica e a un certo punto, alla fine del viaggio in America, fremeva per tornare. Troppe cose, però, non sono andate per il verso giusto.

Ovvero il tour elettorale che doveva partire ma alla fine si è fermato dopo la mancata tappa a Melendugno, dove la TAP ancora brucia, e le comparsate televisive come l’ultima a DiMartedì con lo show sugli applausi.

L’inner circle di Di Maio fa ragionamenti diversi: se questo governo durasse, sarebbe difficile restare “Dibba” a lungo. Il viaggio in America è già stato un errore, secondo gli strateghi della comunicazione. E tale rischia di rivelarsi il prossimo in India: troppo lontano dall’Italia, dai problemi che gli elettori affrontano ogni giorno.

Meglio passare subito all’incasso con una candidatura importante, con la possibilità di fare il miracolo. Mettendosi di nuovo alla prova. L’ex deputato però – finora – ha detto no. Nonostante la settimana scorsa il capo politico desse la cosa quasi per fatta. Il padre Vittorio, su Facebook, senza una spiegazione, ieri proponeva un proverbio romanesco: «Vale ppiù la bbona riputazione».

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