Opinioni

Che fine ha fatto il libro di Di Battista su Bibbiano?!?

La domanda sorge spontanea e rimbalza da Facebook in tutto il web: ma che fine ha fatto il libro di Alessandro Di Battista su Bibbiano? Il cittadino (ex) deputato del MoVimento 5 Stelle lo aveva annunciato nel luglio 2019, quando l’inchiesta non era stata ancora chiusa (nei giorni scorsi sono arrivate le richieste di rinvio a giudizio da parte della procura) e aveva fatto sapere della sua collaborazione con Fazi Editore:

In tal senso vi annuncio che presto (vi terrò aggiornati) uscirà un libro sullo scandalo di Bibbiano e sarà il primo libro frutto della mia collaborazione con Fazi. Ci è sembrato doveroso approfondire questo scandalo anche perché abbiamo registrato un silenzio assordante da parte del 90% del sistema mediatico nazionale. Tuttavia il libro su l’inferno di Bibbiano sarà solo l’inizio. Vogliamo dare spazio a nuovi autori e a nuove idee.

libro di battista bibbiano

Secondo le intenzioni del Dibba sarebbe stato il primo tomo frutto della sua collaborazione con l’editore e “un doveroso approfondimento” di questo “scandalo, anche perché abbiamo registrato un silenzio assordante da parte del 90% del sistema mediatico nazionale”. Poi arrivò il governo M5S-PD e il coraggiosissimo Dibba ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco anche se, come ha raccontato il Fatto, insieme a Di Maio e Casaleggio Junior era contrario all’alleanza.

Ieri però è arrivato anche un annuncio da parte di Thomas Fazi, figlio di Elido: “La consulenza con Di Battista si è conclusa” e “non è uscito nulla”. Quindi niente più libro su Bibbiano per Dibba. In compenso, ha scritto ieri MF, Dibba la creazione di una piattaforma nazionale di car sharing.

Che Guevara addio, meglio fare concorrenza a Enjoy e Car2Go. Certo, Dibba ci tiene a sottolineare che non diventerà un bieco capitalista. Quella che sta per lanciare sarà «un’impresa pubblica sia chiaro, con l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti gli italiani, su tutto il territorio nazionale, migliaia di auto elettriche». Si tratta di «un progetto che -ovviamente- faccia profitti ma con lo scopo di reinvestirli nel rafforzamento di questa nuova azienda di Stato e nell’ampliamento del parco auto. L’obiettivo è ambizioso: una parziale sostituzione di auto private con vetture pubbliche». Il progetto è certo impegnativo e quindi Dibba si rivolge a «tutti coloro che vorranno darmi una mano: associazioni, ingegneri, giovani».

Chissà questa quanto dura.

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