Economia

Il DEF e l’aumento dell’IVA

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Il Documento di Economia e Finanza che il ministro dell’Economia Giovanni Tria sta preparando contiene molte brutte sorprese per la maggioranza Lega-M5S.  La crescita non c’è, il deficit e il debito aumentano e il governo si impegna  ad «attuare» la clausola di salvaguardia da due miliardi prevista dagli accordi con Bruxelles del dicembre scorso che prevedeva il congelamento prudenziale delle spese dei ministeri fino al test di metà anno: in pratica una manovrina che nelle prossime settimane diventerà definitiva imponendo tagli ai trasporti, alle imprese e alla sanità. Ma, spiega oggi Roberto Petrini che parla di una bozza, c’è anche di più.

A conti fatti, in base alla bozza del Def, per il prossimo anno, già si prevede una manovra, tra Iva e correzione, di 26,4 miliardi; in tre anni bisognerà trovare tutto compreso 43 miliardi. Morale: spazi per nuove spese non ce ne sono, soprattutto non ci sono margini per la mini flat tax leghista, che costa 12-15 miliardi e che prevede, a partire dal 2020, una Irpef del 15 per cento fino a 50 mila euro favorendo sostanzialmente i ceti medio alti. «Non è tempo di timidezze, la flat tax deve essere inserita», avverte tuttavia il leghista Armando Siri e la Lega fa sapere che uno stop «non sarebbe positivo».

La soluzione ci sarebbe, ma è assai pericolosa: aumentare l’Iva di oltre 3 punti dal 1° gennaio del 2020 dall’attuale 22 al 25,2 per cento. Un passo delicato che aumenterebbe la pressione fiscale, farebbe alzare l’inflazione e graverebbe sulle fasce più povere . Inoltre la mossa non libererebbe 23 miliardi da spendere alternativamente, perché la somma andrebbe trovata da qualche altra parte per garantire i saldi di bilancio sui quali ci siamo già impegnati, anche se certamente allargherebbe i margini di azione del governo.

C’è un problema: l’aumento dell’IVA costituirebbe un suicidio elettorale per la maggioranza Lega-M5S. Se si aumenta l’Iva si va incontro ad un incremento delle tasse sui consumi. Quindi i soldi vanno trovati in un altro modo. Di Maio ha promesso il team Mani di Forbice per tagliare gli sprechi ma questa promessa l’aveva fatta anche all’epoca delle coperture da trovare per il reddito di cittadinanza, che poi alla fine è stato invece finanziato in deficit. Ma le clausole di salvaguardia non si possono annullare in deficit. E allora che si fa?

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