Politica

Il De Falco furioso contro Di Maio e il M5S

Il comandante è piuttosto arrabbiato perché gli hanno chiesto di ritirare i suoi emendamenti al decreto Sicurezza di Salvini. E minaccia l’addio al M5S

gregorio de falco m5s - 3

Gregorio De Falco, 53 anni, eletto senatore per il Movimento 5 Stelle (sconfitto nel collegio uninominale di Livorno è stato ripescato nel proporzionale) alle Politiche del 4 marzo scorso, da qualche giorno sta dando la caccia ai grillini sul decreto sicurezza: ha presentato una serie di emendamenti che contestano l’impianto della legge salviniana ma dall’interno del M5S gli stanno chiedendo di ritirarli. Per tutta risposta lui ha rilasciato un’intervista a Fabrizio Roncone del Corriere della Sera nella quale critica il leader Di Maio, il portasilenzi Casalino e in generale l’atteggiamento dei grillini:

«Le ripeto ciò che ho già detto alcune ore fa: io sono e resto un ufficiale della Marina italiana che ha giurato sulla Costituzione, e non intendo venire meno a questo giuramento. Non solo: ho anche intenzione di seguire, fino in fondo, i suggerimenti che, in tema di sicurezza, ci arrivano dal Presidente Mattarella».

Quindi?
«Quindi quel decreto, senza i miei emendamenti, non lo voto».

I leghisti sono furiosi.
«Scusi,non ho capito: sono furiosi in che senso?».

Di Maio e Salvini hanno un accordo fatto di reciproci passi indietro.
«Io non so niente di questi accordi. So solo che, poiché i miei emendamenti sono migliorativi e rispettosi della Carta Costituzionale, non c’è alcuna ragione perché io debba ritirarli».

Questa è la sua ultima parola?
«Un ufficiale ha una sola parola,signore».

gregorio de falco moglie figlia 51

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Il comandante, spiega Roncone, parla di sua iniziativa senza aspettare uno dei messaggi di autorizzazione e indirizzo che di solito Rocco Casalino —potente portavoce di Palazzo Chigi e sacerdote a guardia dell’informazione grillina — spedisce ai parlamentari a 5 stelle (sono whatsapp del tipo: tu dì questo e basta, tu non fare pasticci, tu parla ma attento a quello che dici). Ma lo scontro è aperto:

Di Maio, da qualche ora, ci prova con le buone: «Dai, comandante… la tua rigidità ci mette in difficoltà». De Falco: «Luigi, anche voi state mettendo in difficoltà me».

Tanto che ci stiamo rapidamente avvicinando alla fase degli stracci: «Se questa storia dovesse assumere una certa piega, allora io prenderò le mie decisioni. Al di sotto di un certo livello, per etica, morale e senso dell’onore, io non scendo». Le parole sono decise e precise. Vedremo i fatti.

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