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Gregorio De Falco all’attacco di Salvini

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Il senatore del MoVimento 5 Stelle Gregorio De Falco, che sul tema ha una certa esperienza (eufemismo), va all’attacco del ministro dell’Interno Matteo Salvini in un’intervista rilasciata al Tempo che prende spunto dal caso della nave Diciotti, in arrivo stamattina alle 8 a Trapani. De Falco aveva già criticato altre uscite del ministro in un’intervista al Fatto qualche giorno fa.

Alla fine i migranti della Diciotti vanno a Trapani. Era possibile impedirne lo sbarco come avrebbe preteso Salvini?
«In linea di massima e salvo particolari condizioni, direi di no, poiché siamo in presenza di una nave sulla quale sventola la bandiera della Marina Militare. Un pezzo dello Stato che risponde all’intera catena di Comando e controllo. Non a caso, gli esperti di diritto internazionale definiscono la nave militare come “territorio flottante”. A titolo pieno».

Salvini ha posto come precondizione allo sbarco, la garanzia che i presunti “dirottatori” scendano in manette. Vuol dire che per il vicepremier dovrebbero essere processati a bordo?
«Francamente non ne ho idea. Non so che cosa significhi esattamente l’affermazione».

gregorio de falco

Prima che i migranti salissero sulla Diciotti erano stati soccorsi dalla Vos Thalassa. Ma anche in questo caso alla nave era stato vietato l’approdo in Italia, perché secondo Salvini l’imbarcazione avrebbe dovuto lasciare l’intervento alla guardia costiera libica. Ragionamento corretto?
«Non conosco la dinamica dei fatti. Ma in linea di principio, la regola è semplice. La nave che prende a bordo i naufraghi è il primo posto sicuro. Dopo di che, sotto l’autorità del soggetto responsabile del coordinamento dei soccorsi in mare, l’imbarcazione soccorritrice si deve dirigere verso il porto o il posto più sicuro».

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