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Perché Michela Di Biase si è dimessa dal consiglio comunale di Roma?

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La consigliera comunale del PD Michela Di Biase ha annunciato oggi in Aula all’Assemblea capitolina l’intenzione di volersi dimettere dall’incarico di consigliere comunale di Roma Capitale per potersi dedicare a tempo pieno al suo ruoli di consigliera regionale alla Regione Lazio. «Voglio ringraziare il Partito Democratico di Roma e il gruppo consiliare con cui ho lavorato – ha detto in Aula la Di Biase – Sono stati due anni intensi e duri, anni di battaglie fuori e dentro l’aula consiliare».

Perché Michela Di Biase si è dimessa dal consiglio comunale di Roma?

L’ex capogruppo del PD al Campidoglio ci ha tenuto ha precisare che il suo non è un abbandono. La decisione della Di Biase è stata applaudita dai Dem dell’Assemblea capitolina e non solo. Tutti felicissimi per la scelta di lasciare il Campidoglio. Il capogruppo Giulio Pelonzi ha espresso «un ringraziamento sentito e forte di tutto il gruppo consiliare», rimarcando che «è un esempio che lei dà». Anche il senatore PD Bruno Astorre ha voluto complimentarsi per il grande lavoro svolto facendo notare che «non è stato facile per lei, romana vera e radicata sul territorio, dare le dimissioni dall’Aula Giulio Cesare». Anche Alfredo Ferrari della segreteria regionale del PD del Lazio ha ringraziato la Di Biase mentre il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, ha parlato di un atto “molto positivo”.

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«Ho deciso di dimettermi per svolgere al meglio il ruolo di consigliere regionale. È una scelta che arriva dopo mesi di profonda riflessione perché i grandi temi che riguardano Roma vanno affrontati in maniera più incisiva», ha detto la Di Biase nel suo discorso in Aula. E di certo di tempo per riflettere la moglie dell’ex ministro Dario Franceschini ne ha avuto parecchio. Quando venne eletta in Regione, nel marzo scorso la Di Biase ci tenne a far sapere che avrebbe mantenuto il doppio incarico di consigliera comunale e regionale annunciando che non si sarebbe dimessa dal suo ruolo di consigliera comunale.

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Perché la Di Biase all’epoca ha voluto ribadire che poteva mantenere il doppio incarico e oggi ha dichiarato che le sue dimissioni «vogliono essere un atto di generosità per Roma e una scelta che guarda oltre i personalismi e gli egoismi»? La risposta è che il motivo è tutt’altro. In base al codice etico del Partito Democratico ogni eletto si impegna “ad assolvere con competenza, dedizione e rigore le funzioni ricoperte, evitando in particolare di assumere o ricoprire contemporaneamente più cariche istituzionali elettive”. Insomma la Di Biase non avrebbe potuto mantenere il doppio incarico perché così recita lo statuto del partito di cui fa parte.

Roberto Giachetti si dimetterà anche lui o continuerà a tenere il doppio incarico elettivo?

Eppure in questi mesi nessuno dei consiglieri e degli esponenti del PD che oggi tessono le lodi della Di Biase ha fiatato. A leggere le agenzie e le note stampa sembra che la moglie di Franceschini abbia compiuto un gesto eroico, quasi un estremo sacrificio per il bene comune. Temporalmente parlando, invece, le dimissioni di Di Biase arrivano dopo un altro evento. È successo che qualcuno – tra questi anche il componente della commissione nazionale di garanzia del Partito Democratico Aurelio Mancuso – ha segnalato il caso della violazione dello statuto alla commissione disciplinare del partito a Roma. La quale però non si è espressa sulla vicenda. Dopo un appello alla commissione nazionale è stato disposto lo scioglimento della Commissione di Garanzia di Roma.

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Ecco quindi che la Di Biase ha deciso di dimettersi, per il bene supremo della Capitale (e del Lazio!), solo dopo questi eventi. Ma c’è ancora un però. Perché la Di Biase non è l’unica consigliera capitolina con doppio incarico.

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Qualcuno forse ricorderà chi aveva candidato il PD contro Virginia Raggi. Si trattava di Roberto Giachetti, che già all’epoca era eletto alla Camera dei Deputati. Durante la campagna elettorale del 2016 Giachetti fece sapere che si sarebbe dimesso da deputato solo qualora fosse stato eletto sindaco.

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L’ascetico Giachetti, l’umile Giachetti, il generoso Giachetti candidato in un seggio senza paracadute, non era stato eletto sindaco allora ha mantenuto il doppio incarico. Contravvenendo alle regole del partito. Ecco che quindi le dimissioni di Michela Di Biase sollevano improvvisamente un importante interrogativo: cosa farà Roberto Giachetti? Continuerà a conservare il suo seggio da consigliere comunale e quello da deputato della Repubblica o si farà da parte? E a quel punto cosa diranno i dirigenti e gli eletti del PD di Roma? Loderanno la scelta del giusto tra i giusti o inizieranno a prendere atto che all’interno del PD c’è un problema di rispetto delle regole?

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