La macchina del funky

Davide Bono e la condanna per diffamazione

chiara appendino parco della salute torino davide bono - 3

Ieri il consigliere regionale Davide Bono ha pubblicato su Facebook uno status in cui si scusa con l’allora vicepresidente del consiglio Roberto Placido per una frase detta nel 2013. Uno status un po’ enigmatico, come quelli pubblicati qualche tempo fa da Di Battista e Di Maio. La storia che spiega lo status la racconta oggi La Stampa:

Guai a insultare, anche via Facebook. Da ieri ne sa qualcosa Davide Bono, il consigliere regionale grillino scelto da Di Maio come suo front man in Piemonte, secondo il quale sui social «si usa un linguaggio colloquiale» che, a suo dire, avrebbe giustificato la qualifica di «fessi e collusi» lanciata sui consiglieri regionale che nell’ormai lontana estate del 2013 visitarono l’appena inaugurato termovalorizzatore del Gerbido.

davide bono

Il Consiglio regionale censurò con un ordine del giorno quelle e altre parole di Bono che, per la verità, nel tempo ha un po’ smussato, guadagnandoci, l’irruenza oratoria. Il sanguigno Roberto Placido, all’epoca dei fatti consigliere Pd e oggi candidato sconfitto alle Politiche sotto l’insegna di LeU , non si è accontentato dell’ordine del giorno e ha querelato per diffamazione Davide Bono che, ieri, davanti al Tribunale ha dovuto capitolare: già in giornata, come stabilito dai giudici ha dovuto chiedere pubblicamente scusa a Placido su Facebook e pagherà spese processuali e danni all’ex-collega di Palazzo Lascaris.

Leggi sull’argomento: Davide Bono: il medico M5S segnalato all’Ordine