Opinioni

Massimo D'Alema, Matteo Renzi e le leggi della stupidità

Massimo D’Alema rilascia oggi un’intervista al Corriere della Sera in cui parla soprattutto di Matteo Renzi, ma anche della legge elettorale.

Rivede qualcosa di Craxi in Renzi?
«No. A parte la palese differenza di statura politica, Craxi nonostante la forte carica anticomunista è sempre stato un uomo di sinistra. Fu vicino alla causa dei palestinesi, aiutò gli esuli cileni. Renzi alla sinistra è totalmente estraneo. Non c’entra proprio nulla. Ritiene che il Pd debba liberarsi di questo retaggio».
Non è stato un suicidio per la sinistra anche la vostra scissione?
«La tesi per cui le difficoltà del Pd nascerebbero dal nostro massimalismo non ha fondamento. La sconfitta del Pd è cominciata molto prima che noi nascessimo. Non c’era stata nessuna scissione quando il gruppo dirigente ha consegnato Roma e Torino ai 5 Stelle. Io ho fatto la campagna elettorale per il candidato del Pd a Genova molto più del segretario. La gente mi diceva: “È un bravo compagno, ma se lo voto do una mano a Renzi”».
Lei al Corriere parlò di «rottura sentimentale».
«Immagine profetica. L’idea che il Pd vincerebbe se non fosse per un gruppetto bilioso e rancoroso, come si fa scrivere alla stampa di regime, è falsa. Dicono che siamo nati per far perdere Renzi. Ma no, non c’è bisogno di far nulla: basta lasciarlo lavorare e Renzi ci riesce da sé, come dimostra il referendum. All’opposto, possiamo essere utili se riusciamo a intercettare un elettorato che non vota più e non voterebbe mai Pd. Non è vero che indeboliamo l’argine contro il populismo e la destra. Lo rafforziamo».

massimo d'alema matteo renzi
La riflessione più interessante però è quella sulla legge elettorale. Secondo Massimo D’Alema la legge danneggerebbe anche il PD, mentre, come abbiamo visto, c’è chi afferma che favorirebbe un accordo post-elezioni tra Renzi e Berlusconi:

MA con il PD non dovrete trovare qualche forma di accordo?
«Non mi pare ci siano le condizioni per andare alle elezioni insieme. C’è distanza sul programma e nel giudizio su quel che è accaduto in questi anni. Nessuno capirebbe un accordo in queste condizioni e gli elettori non ci seguirebbero. Presentarsi uniti nei collegi potrebbe essere un disastro».
Ma la legge elettorale in discussione alla Camera i collegi li prevede.
«Quella legge è un’indecenza assoluta: forse il punto più basso della legislatura. Spero venga spazzata via. Ha aspetti aberranti, a mio giudizio palesemente incostituzionali, con il rischio che la Consulta bocci la terza legge elettorale di fila. Ed è incredibile che a proporre una legge fondata sulle coalizioni sia il Pd: un partito che non è in grado di formare coalizioni. Una cosa che non si può giudicare senza l’ausilio dell’aureo libretto del Cipolla».
«Le leggi fondamentali della stupidità»?
«Dove si legge che la forma più alta di stupidità è danneggiare gli altri danneggiando anche se stessi. La legge è concepita per far danno a noi e forse ai 5 Stelle; ma il principale danneggiato sarebbe il Pd. Favorirebbe solo un centrodestra a trazione leghista».

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