Economia

Il crollo dei consumi come anticamera della recessione

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Gli scricchiolii del Sistema Italia sono sempre più udibili: dopo le voci su una possibile recessione già da certificare nel quarto trimestre i numeri dell’ISTAT sui consumi segnalano che con settembre è arrivata la doccia fredda, che lascia prevedere una chiusura d’anno in stagnazione se non in leggera flessione. Scrive il Sole 24 Ore:

Le vendite al dettaglio sono diminuite in valore dello 0,8% rispetto al mese precedente (il calo peggiore da inizio anno) e del 2,5% su base annua. E quel che è peggio è che il calo riguarda tutte le categorie merceologiche, dall’alimentare (-1,6% sull’anno) al non alimentare (-3,1%), con poche eccezioni. Si salvano soltanto elettrodomestici, radio, televisori e registratori, mentre i peggiori risultati sono quelli di calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-7,1%), abbigliamento e pellicceria (-6,3).

Nel trend negativo finiscono anche i prodotti farmaceutici e quelli per la casa, i giocattoli e i libri. Il più colpiti sono i piccoli negozi (-4,3%) ma non va bene nemmeno alla grande distribuzione (-1,2%), con l’eccezione dei discount alimentari (+1,5%). Persino l’e-commerce – che pure continua a crescere – segna il passo: +2,7% su base annua, contro il +10,3% cumulato dei primi nove mesi dell’anno.

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La frenata dei consumi (Il Sole 24 Ore, 8 novembre 2018)

Alcuni fattori stagionali (come le temperature ancora molto elevate per tutto il mese di settembre) aiutano a spiegare in parte il calo ma la lettura incrociata dei dati sui consumi con gli altri indicatori macroeconomici (fiducia delle famiglie e delle imprese, occupazione, produzione industriale e Pil) non permette di prevedere una reale inversione di tendenza. Nel 2017 i risultati di iper e supermercati si era avvicinata a quella dei discount, mentre quest’anno la forbice è aumentata, con i discount ancora forti e viceversa iper e super in difficoltà. «Per ottobre ci aspettiamo comunque il ritorno a una situazione di equilibrio – dice Nicola De Carne di Nielsen al Sole –. E per fine anno possiamo prevedere un dato in pareggio o leggermente positivo». Nessun allarme, dunque, ma certo «alcuni segnali che le cose tanto bene non vadano ci sono», ammette De Carne.

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