Opinioni

«Così Tremonti avvicina i 5 Stelle alla Lega»

Ieri il blog di Beppe Grillo ha pubblicato una lettera di Giulio Tremonti, inviata non attraverso gli uffici parlamentari anche se il post è firmato “MoVimento 5 Stelle”, per complimentarsi con il M5S riguardo la battaglia contro il Fiscal Compact, ma anche per sfilarsi dalla ricostruzione storica grillina che vuole il commercialista tra i complici delle politiche di austerity. I

Per quanto mi riguarda credo di avere sempre espresso idee e tenuto posizioni non condivise in Europa, ma comunque non omologabili in termini di dogmatica e fanatica ortodossia finanziaria “europea”. Nel 2008, appena iniziata la grande crisi, ho proposto l’istituzione di un “Fondo Salva Stati”, subito dopo ho proposto l’introduzione di nuove regole sul mercato finanziario internazionale e contro la speculazione (“Advocating radical reform of internationl finance… expressing a rather eclectic economic philosophy”, così in Wikileaks, Cable time, Thu, 30 ottobre 2008 12.45 UTC, Origin: Embassy Rome, Classification: Confidential, Destinaton The White House).
Nel 2010 (ma già nel 2003) ho proposto l’introduzione degli “eurobond”. Ancora nel maggio 2011, quando già sta iniziando la crisi del Governo Berlusconi, ho contrastato l’uso “Salva-banche” del “Fondo Salva-Stati”. E proprio questo contrasto fu la causa della manovra – ricatto realizzata manovrando gli spread. Non per caso il primo atto del Governo Monti fu proprio quello di consentire alla conversione nell’uso del Fondo, da “Salva Stati” a “Salva banche”.

giulio tremonti m5s lega
Ilario Lombardo sulla Stampa scrive oggi che la lettera avvicina il M5S alla Lega, anche se Di Maio ha smentito qualunque ipotesi di alleanza:

Di fatto Tremonti fa da eco al suono di tamburi che annunciano la campagna d’autunno per evitare che il patto di bilancio europeo venga definitivamente inserito nei trattati. Curioso: tutti lo hanno votato, e adesso tutti non lo vogliono. Fanno eccezione i 5 Stelle che possono sfruttare la verginità di un movimento nato sulle macerie di una crisi economica devastante e proporre un mix di ricette che attrae esperti da destra e da sinistra. Così facendo il M5S trova alleati che un tempo sarebbero stati impensabili, ma che hanno in comune una certa idea sovranista dell’economia, poco incline ai compromessi con la burocrazia dell’Ue, e con ascendenze leghiste.
Sarà un caso ma nello stesso giorno dell’endorsement di Tremonti, il governatore della Liguria Giovanni Toti conferma le aperture di credito ai grillini: «La vicinanza è con chiunque parli con buon senso; i 5 Stelle hanno troppo spesso girovagato sul concetto di sovranità nazionale, politiche di immigrazione e loro rapporto in Europa. Vedo da parte loro un po’ di opportunismo: ovvero la cosa opportuna, nel momento opportuno, per prendere qualche voto in più. Detto questo – ha aggiunto Toti – se nel Parlamento danno una mano a fare qualcosa di sensato, vorrei che dialogassero su istituzioni, riforme, economia e tutto ciò su cui c’è bisogno di dialogare». Toti parla dal campo di assistenza ai migranti del parco Roja di Ventimiglia, ventiquattro ore dopo la visita di Luigi Di Maio in un luogo che è crocevia di visite politiche, anche per la sua portata simbolica in Europa. […] Le parole del governatore seguono quelle più esplicite del leader del Carroccio Matteo Salvini che si è augurato esplicitamente «una intesa, possibile dopo il voto» con i grillini.

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