Fact checking

Come il M5S si farà mettere i piedi in testa da Salvini sulla TAV (per non perdere le poltrone)

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Prima il sì al TAP, poi l’accordo con ArcelorMittal sull’Ilva, il Terzo Valico e ora la Torino-Lione. Leggendo la lista delle decisioni del Governo Conte è davvero difficile rendersi conto che il principale azionista della maggioranza è il MoVimento 5 Stelle. Come è stato possibile questo tradimento delle promesse, dei valori fondanti e delle battaglie identitarie del M5S? Qualcuno proverà a dirvi che è perché la Lega oggi è al 37%, ma in Parlamento le forze in gioco si misurano in base ai risultati delle politiche del 2018 e non con i sondaggi settimanali.

Grillo sulla TAV riscopre l’importanza della democrazia, e allora perché non aprire una consultazione su Rousseau?

Cosa hanno in comune TAP, Ilva e TAV? Che sono tutti dossier che sono passati sui tavoli di ministri del MoVimento 5 Stelle: Toninelli, Di Maio, Lezzi e Costa. Eppure le decisioni sembra le abbiano prese altri. Sulla Torino-Lione formalmente questa decisione l’ha presa Giuseppe Conte, che è però è affiancato da un uomo chiave della Casaleggio come Rocco Casalino, che ha parlato a nome del Governo e che è il premier espresso dal MoVimento 5 Stelle.

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Luigi Di Maio, che molto probabilmente era stato consultato prima che Conte andasse in video ad annunciare il nulla osta del Governo al TAV, prova a salvare la faccia dicendo che deciderà il Parlamento che “è sovrano”. Anche Beppe Grillo sul suo blog riscopre il valore della democrazia parlamentare ed esulta perché grazie al M5S il Parlamento potrà essere consultato (bontà loro). Ma mentre Grillo parla di “fantocci” e “argomenti fantoccio” le decisioni le prende Salvini. Perché l’unico modo per il Parlamento, per i senatori e i deputati M5S, per riaffermare la propria centralità sarebbe quella di togliere il sostegno a questo Governo.

Perché il M5S non farà cadere il Governo Conte sulla TAV

Ma non succederà. Perché tra i principi fondanti del M5S e il posto da parlamentare i 5 Stelle preferiranno il secondo. E così voteranno contro la TAV, che però verrà approvata dal Parlmento (è la democrazia bellezza! dice Grillo). Faranno la figura di quelli che non tradiscono, che sono ancora fedeli ai loro valori. Ma è solo una sceneggiata. Perché la durezza con cui il M5S si è battuto contro la TAV non lascia spazio a questi giochini in cui si vota contro la TAV per salvare la faccia e non per bloccare l’opera.

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Che fine ha fatto il M5S che diceva che la Torino-Lione non era la priorità del Paese che bisognava prima pensare a ricostruire L’Aquila (era il 2013, tre anni prima del devastante sisma del 2016)? Ci si aspetterebbe quantomeno una battaglia contro questo Governo che vuole la TAV tanto quanto quelli precedenti. Non ha nulla da dire il MoVimento sul fatto che Salvini ha annunciato che voterà in maniera difforme dal M5S? Oggi a Radio Anch’io il vicepremier ha dichiarato: «il Movimento 5 Stelle ha detto che voterà il Parlamento, benissimo siamo in democrazia. Vorrà dire che la Tav passerà con l’80% dei voti a favore». Perché su un tema così importante il MoVimento 5 Stelle non consulta la base su Rousseau così come aveva fatto quando si trattò di salvare Salvini dal processo?

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Dal Contratto di Governo

Il quesito da porre su Rousseau potrebbe essere semplice “volete che il M5S tolga la fiducia al governo?”. Ci sarebbero pure gli estremi per farlo, visto che nel contratto di Governo, quello cui tutti si richiamano quando non sanno che dire nel merito, è scritto che le parti si impegnano «a non mettere in minoranza l’altra parte in questioni che per essa sono di fondamentale importanza». Il M5S Piemonte ritiene che «con il voto determinante della Lega si sancirebbe di fatto la violazione di un importante punto del Contratto di Governo». Ma volendo giocare agli azzeccagarbugli nel contratto è scritto che quella regola vale per «gli altri obiettivi non inclusi in questo accordo». E il TAV invece è incluso nel contratto, laddove si parla di “ridiscutere integralmente” il progetto. È indubbio però che la Torino-Lione sia una questione di fondamentale importanza per il M5S, o almeno lo era fino all’altro ieri. Oggi probabilmente non lo è più. È molto più importante salvare la poltrona. Per deputati e senatori non vale la regola del mandato zero e per molti di loro questo è l’ultimo giro di giostra. Su questa questione di fondamentale importanza il MoVimento 5 Stelle è disposto a tutto: anche a farsi mettere in minoranza dalla Lega senza ottenere nulla in cambio. Perché è questa il vero scandalo: Luigi Di Maio non ha ottenuto nulla da Salvini. Uno si aspetterebbe che un leader politico, se proprio deve cedere sui valori della sua forza politica, lo faccia per ottenere qualcosa di importante. Ma Salvini è già pronto a chiedere la Flat Tax, il DDL Pillon e quant’altro. La sua si è una vera operazione #fiatosulcollo.

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