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Cosa c’è dietro la rosicata di Fedriga contro il Conte bis “che aiuta gli immigrati clandestini”

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«Tanta gente deve sapere che il MoVimento 5 Stelle – PD sono già diventati il governo dell’immigrazione selvaggia». Così ieri durante una diretta su Facebook il Presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga commenta la decisione del Consiglio dei Ministri di di impugnare la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 9 del 08/07/2019, recante “Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale”, in quanto numerose disposizioni sono risultate eccedere dalle competenze Statutarie della Regione.

Il governo favorisce gli immigrati clandestini? Falso

Matteo Salvini  su Twitter parla di un governo che favorisce gli immigrati clandestini «il nuovo governo di sinistra targato Conte, Pd, 5Stelle e LeU ha già impugnato le prime leggi, favorendo gli immigrati clandestini e andando contro gli Italiani». Ma non può essere così, perché gli immigrati clandestini, ovvero coloro che non hanno il permesso di soggiorno, non possono essere assunti regolarmente in Italia e quindi non potrebbero nemmeno beneficiare delle eventuali agevolazioni date agli imprenditori dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. E Fedriga rincara la dose spiegando che lui voleva solo tutelare i cittadini del FVG e che «Tutte le norme impugnate dal Governo sono della mia Regione, sono felice di dare fastidio a questi traditori».

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Secondo il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Francesco Boccia invece impugnare le leggi emanate da Fedriga e dalla sua giunta era un atto dovuto. In un’intervista al Messaggero spiega che «Sono leggi regionali con deroghe che toccavano quattro settori: dalla sanità all’urbanistica» e che «l’errore lo ha ammesso lo stesso governatore Fedriga ammettendo in una lettera, che è agli atti, di aver sbagliato. Ma era troppo tardi: se non avessimo impugnata la legge, avremmo rischiato una legge incostituzionale».

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Eppure proprio ieri su Facebook Fedriga raccontava che non è vero che l’istruttoria era partita con il governo precedente. In realtà lo ammetteva, e non potrebbe essere altrimenti visto che il governo precedente è rimasto in carica fino al giuramento dell’attuale esecutivo, specificando però che è compito del Consiglio dei Ministri impugnare le norme. Ed infatti l’inizio della procedura che ha portato alla decisione del CdM del Conte 2 è da attribuirsi alla ministra Erika Stefani la quale, ironia della sorte, è della Lega. Fedriga dice che con quella legge ha eliminato i contributi regionali per i “corsi di sci per i migranti irregolari”. Ma non racconta tutta la verità: quei corsi (organizzati da un solo ente) di sci erano destinati a minori non accompagnati di origine straniera (bambini e ragazzi) e cittadini italiani con situazioni di disagio familiare, ospiti di una comunità. Per la precisione la Regione non ha erogato direttamente i fondi ma lo ha fatto il comune di Cercivento.

Perché è stata impugnata la legge regionale voluta da Fedriga?

Il fatto che non sia stata impugnata fino ad ora non significa che non si doveva impugnare. Nel comunicato stampa del primo CdM del Conte bis è scritto che nella legge emanata dal FVG «alcune norme violano la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente, di cui all’articolo 117» e che «talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie, in contrasto con i principi di cui all’articolo 3 della Costituzione e in violazione della competenza esclusiva statale nella materia». In buona sostanza il Friuli avrebbe ecceduto rispetto alle sue competenze e varato norme discriminatorie, l’articolo 3 della Costituzione (che viene poco dopo l’articolo 1 citato ogni giorni da Salvini) recita che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

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In particolare la legge regionale emanata dal FVG abrogava le disposizioni di una legge del 2015 a favore delle persone straniere immigrate (di nuovo, non necessariamente “clandestini”) quali il sostegno alla gestione di strutture dedicate all’ospitalità temporanea o il sostegno, delle Agenzie sociali per l’abitare inserite nel sistema degli ambiti territoriali, per la realizzazione di azioni volte a favorire, orientare e supportare l’accesso a un’idonea soluzione abitativa. Allo stesso tempo il Friuli-Venezia Giulia assegna con la nuova legge fondi per il rimpatrio degli extracomunitari colpiti da provvedimenti di espulsione. Un tema importante per la propaganda della Lega (Salvini però di rimpatri non ne ha fatti molti durante il suo mandato). Vale la pena notare che i soldi no vanno “agli immigrati” ma alle cooperative italiane che si occupano di accoglienza, quindi così facendo la Regione toglie soldi a lavoratori italiani per darli ai viaggi degli stranieri nel loro Paese. Un’altra norma impugnata è quella che stabilisce di assegnare contributi alle imprese che assumono lavoratori residenti in Friuli-Venezia Giulia da almeno cinque anni. In questo caso i “clandestini” non c’entrano nulla, anche perché se un immigrato regolare si è stabilito in regione sei anni fa e viene assunto l’azienda ha diritto egualmente ai contributi. Come al solito quella della Lega è solo propaganda. Fatta sulla pelle dei più deboli.

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