Opinioni

Coronavirus: il collasso della politica

I dati di ieri erano molto preoccupanti perché lasciavano presagire il tracollo del sistema sanitario lombardo costretto a non poter erogare la terapia intensiva a tutti i malati che ne necessitavano. Invece, a sorpresa, abbiamo assistito al collasso della politica. Alle 10 di sera abbiamo scoperto che il governo stava preparando un decreto per mettere in quarantena la Lombardia ed altre 11 provincie. Avevo mia figlia che stava a Voghera. Se il decreto fosse andato in vigore a mezzanotte del 7 Marzo, come inizialmente riferito, avrei rivisto mia figlia fra circa un mese, il 3 Aprile. La vicenda mi ha ricordato il dramma delle famiglie palestinesi dopo la guerra dei 6 giorni nel 1967. Infatti ai profughi palestinesi fu proibito di ritornare nei territori occupati da Israele. Incontrai un professore palestinese che nel 1967 aveva 3 mesi. Mi disse, con le lacrime agli occhi, che la guerra aveva separato lui e sua madre (che erano rimasti fuori dai territori) da suo padre e dai suoi fratelli (che erano rimasti invece nei territori occupati). Da allora non aveva visto più né suo padre né i suoi fratelli se non per fotografia.La stessa separazione poteva capitare fra me e mia figlia anche se su un periodo temporale molto più breve. Per mia fortuna la reazione di Bonaccini, Fontana e Zaia ha impedito a Conte di emanare quel decreto e così riabbraccerò mia figlia già domani*.

dpcm lombardia zona rossa 5

Ma questo è solo l’episodio più grande. La tensione di un Paese che si sente senza guida la si è avvertita da molti indicatori: ad esempio dal discorso molto allarmato del Governatore della Campania e dalla rivolta dei carcerati a Salerno. Il paese .non può essere lasciato così. ha bisogno di avere fiducia nei suoi governanti. Magari, se non del governo, di avere fiducia in qualcosa…ma non può essere lasciato così allo sbando. L’epidemia di coronavirus è stato il catalizzatore della crisi. Siamo arrivati a questo punto dopo un mese in cui si è sottovalutata l’epidemia sia a livello italiano che a livello Europeo (non è che finora Ursula abbia governato molto meglio dei nostri..). Credo che la colpa di quello che è successo in Italia derivi dalla scelta degli esperti di cui il Governo si è circondato e fidato. Alcuni di loro sono una manica di incapaci e di dilettanti allo sbaraglio: fino a 10 giorni fa, per alcuni dei nostri esperti, il coronavirus era poco più di un’influenza, non erano in grado di di distinguere ordini di grandezza diversi, le regressioni statistiche erano a loro ignote così come i modelli di diffusione di epidemie conosciuti e testati già dal 1927. Venivano spacciate per attendibili simulazioni numeriche senza né testa né coda che facevano credere che eravamo già al picco dell’influenza. E i nostri politici, credendo a queste indicazioni, invece di preparare il Paese all’emergenza aumentando i posti di terapia intensiva o comprando apparecchi di ausilio alla respirazione, hanno perso tempo prezioso. Addirittura Zingaretti, prendendo per buono quanto gli avevano detto gli esperti, per mostrare che non c’erano pericoli, 10 giorni fa ha partecipato ad un aperivirus a Milano con le conseguenze che tutti noi conosciamo.

aperitivo a milano di zingaretti

Ora la scelta degli esperti è un problema evidente da tempo e crea malfunzionamento per il Paese. Ad esempio molti degli esperti che mandiamo a Brussels (o all’estero presso istituzioni internazionali) hanno meriti dati solo da tessera politica. Alcuni non hanno chiare competenze sull’argomento di cui dovrebbero essere esperti, altri non sono manifestamente adatti al ruolo, molti assommano entrambe le caratteristiche negative . Il risultato è drammatico per l’Italia: contribuiamo con circa il 12% del totale e riceviamo indietro, su alcune linee di ricerca importanti, solo il 3-4% superati da paesi come la Danimarca, l’Irlanda, la Spagna che mandano all’estero persone brave e preparate. Questi esperti, per modo di fare, mi hanno sempre ricordato le macchiette interpretate da Boldi e DeSica: sono incapaci, arroganti, avidi, insomma il peggior stereotipo dell’italiota medio. Ma il disastro fatto da loro in Europa, lo vedeva solo chi poteva leggere i bilanci Europei. Adesso, questa stessa genia di esperti, è stata messa alla prova sul coronavirus. I risultati sono stati pessimi come al solito, ma adesso sono sotto gli occhi di tutti e hanno provocato l’evidente collasso della politica. Ora, al di là delle perdite di vite umane e di costi economici, il collasso della politica è potenzialmente estremamente pericoloso per la nostra democrazia. Fa sorgere tentazioni di avere un uomo forte…..soluzione che non è mai un bene.

 

*l’articolo è stato scritto prima della firma del DPCM da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".