Economia

Il contratto di governo M5S-Lega e le coperture che non ci sono

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In questa infografica pubblicata dall’Osservatorio sui conti pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli possiamo ammirare una rappresentazione plastica del problema più grande del contratto di governo Lega-M5S: le coperture che non ci sono. Cottarelli mette insieme tutta una serie di misure espansive, come l’introduzione della Flat Tax sull’IRPEF, la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, l’eliminazione delle accise sulla benzina, il reddito e le pensioni di cittadinanza, il rafforzamento dei centri per l’impiego e così via. Per un costo totale che va dai 108 ai 125 miliardi. E tutto ciò a fronte di misure di entrate che arrivano a mezzo miliardo di euro. Ce n’è abbastanza per fare un salto sulla sedia, senza contare gli eventuali costi del blocco della TAV e del Terzo Valico (che pare nel frattempo scongiurata, anche se i grillini fanno fatica ad ammetterlo).

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Il contratto di governo Lega-M5S, spiega oggi Carlo Cottarelli in un editoriale per La Stampa, si presta a scenari ben più che catastrofici:

Quale è il rischio? Il rischio è che, se anche i mercati non reagiranno subito al programma del nuovo governo, saremo esposti a un cambiamento di umore dei mercati dovuto a qualche choc di origine interna o internazionale. Sarebbe anche peggio se questo choc causasse una recessione perché, a quel punto, con un debito in crescita rispetto al Pil e lo spread davvero in aumento, ci troveremmo costretti ad aumentare le tasse o tagliare la spesa, come è stato necessario nel 2012. A quel punto, qualcuno darebbe colpa all’Europa, chiedendo a gran voce l’uscita dall’euro. Tra quelli che sostengono le politiche incluse nel programma di governo c’è chi vede questo scenario come del tutto auspicabile.

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