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Coronavirus: Conte firma il DPCM che chiude (quasi) tutto

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm che dispone nuove misure restrittive per l’emergenza Coronavirus SARS-CoV-2 e COVID-19. Il DPCM è stato annunciato ieri verso le 23,30 in una diretta su Facebook. Le imprese avranno tempo fino al 25 marzo per fermare le attività

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a quanto si apprende, ha firmato il Dpcm che dispone nuove misure restrittive per l’emergenza Coronavirus SARS-CoV-2 e COVID-19. Il DPCM è stato annunciato ieri verso le 23,30 in una diretta facebook da parte del premier. Soltanto oggi è arrivata la firma. Le imprese avranno tempo fino al 25 marzo per fermare le attività. Escluse,  dunque su tutto il territorio nazionale, una serie di attività contenute in un elenco di 97 voci allegato al provvedimento. Le imprese avranno tre giorni, ovvero fino al 25 marzo, per la sospensione, “compresa la spedizione della merce in giacenza”, si legge nel testo.

Coronavirus: Conte firma il DPCM che chiude le fabbriche

Il decreto sospende le attività produttive commerciali e industriali ma non quelle professionali, mentre gli uffici pubblici sono aperti per le attività indifferibili. Si tiene comunque ad agevolare il lavoro agile (quello da casa) e i congedi. Il decreto ospita il divieto di lasciare il proprio comune di attuale domicilio, oggi anticipato con un’ordinanza congiunta del ministero della Salute e dell’Interno per evitare altri prevedibili esodi dal Nord. Sempre secondo il nuovo DPCM che vuole chiudere (quasi) tutto la prefettura può sospendere attività non ritenute essenziali mentre le attività sospese possono continuare se si dotano di lavoro agile.  “Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza”, si legge nel Dpcm che dispone nuove misure restrittive. Le attività che, con il provvedimento, vengono sospese, “possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile”, si legge ancora nel testo. Sono esclusi dallo stop i riparatori di computer, telefoni ed elettrodomestici. Sono aperti anche gli studi legali, i notai e i commercialisti.

dpcm 22 marzo 2020
Il dpcm 22 marzo 2020

La validità dei Dpcm e delle ordinanze finora emanate viene uniformata al 3 aprile: “Le disposizioni del decreto producono effetto dalla data del 23/3/20 e sono efficaci fino al 3/4/20. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio 11/3/20 nonché a quelle previste dall’ordinanza del ministro della Salute del 20/3/20 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020”, si legge nel testo. E’ di 80 voci l’elenco delle attività che continueranno a rimanere aperte dopo la nuova stretta per contenere l’epidemia del Coronavirus. L’allegato al Dpcm precisa che continueranno a essere consentita anche attività legate alle famiglie, dalle colf e badanti conviventi ai portieri nei condomini. Resteranno in funzione l’intera filiera alimentare per bevande e cibo, quella dei dispositivi medico-sanitari e della farmaceutica e, tra i servizi, quelli dei call center. La lista potrà essere aggiornata con decreto del Mise sentito il MEF.

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dpcm 22 marzo 2020 I codici ateco delle attività che rimangono aperte

Sono consentite le attività con impianti a ciclo continuo mentre l’aerospazio e la difesa potranno continuare a lavorare ma con l’ok della prefettura. Le imprese aperte rispettano il protocollo tra le parti sociali firmato la scorsa settimana. Restano aperti architetti, ingegneri e anche i call center. Aperte le case di riposo e di assistenza per anziani, gli alberghi e le strutture simili, Poste e corrieri continuano a funzionare regolarmente.

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dpcm 22 marzo 2020 I codici ateco delle attività che rimangono aperte

“Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali”. Non sono sospese nemmeno le attività delle casse funebri.

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dpcm 22 marzo 2020 I codici ateco delle attività che rimangono aperte

DPCM 22 marzo 2020: i codici ATECO delle attività che rimangono aperte

Ecco la lista delle attività consentite perché essenziali o strumentali a quelle essenziali. 01 Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali 03 Pesca e acquacoltura 05 Estrazione di carbone 06 Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale 09.1 Attivita’ dei servizi di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale 10 Industrie alimentari 11 Industria delle bevande 13.96.20 Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali 13.94 Fabbricazione di spago, corde, funi e reti 13.95 Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento) 14.12.00 Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro 16.24.20 fabbricazione di imballaggi in legno 17 Fabbricazione di carta 18 Stampa e riproduzione di supporti registrati 19 Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 20 Fabbricazione di prodotti chimici 21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 22.1 Fabbricazione di articoli in gomma 22.2 Fabbricazione di articoli in materie plastiche 23.19.10 Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia 26.6 Fabbricazione di apparecchi per irradiazione, apparecchiature elettromedicali ed elettroterapeutiche 27.1 Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e di apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricita’ 28.3 fabbricazione di macchine per l’agricoltura e la silvicoltura 28.93 Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (incluse parti e accessori) 28.95.00 Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori) 28.96 Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti e accessori) 32.50 Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche 32.99.1 Fabbricazione di attrezzature ed articoli di vestiario protettivi di sicurezza 32.99.4 Fabbricazione di casse funebri 33 Riparazione emanutenzione installazione di macchine e apparecchiature 35 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 36 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua 37 Gestione delle reti fognarie 38 Attivita’ di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali 39 Attivita’ di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti 42 Ingegneria civile 43.2 Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni 45.2 Manutenzione e riparazione di autoveicoli 45.3 Commercio di parti e accessori di autoveicoli 45.4 Per la sola attivita’ di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori 46.2 Commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi 46.3 Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco 46.46 Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici 46.49.2 Commercio all’ingrosso di libri riviste e giornali 46.61 Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole e utensili agricoli, inclusi i trattori 46.69.19 Commercio all’ingrosso di altri mezzi ed attrezzature da trasporto 46.69.91 Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature ad uso scientifico 46.69.94 Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e infortunistici 46.71 Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento 49 Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte 50 Trasporto marittimo e per vie d’acqua 51 Trasporto aereo 52 Magazzinaggio e attivita’ di supporto ai trasporti 53 Servizi postali e attivita’ di corriere 55.1 Alberghi e strutture simili j (DA 58 A 63) Servizi di informazione e comunicazione K (da 64 a 66) Attivita’ finanziarie e assicurative 69 Attivita’ legali e contabili 70 Attivita’ di direzione aziendali e di consulenza gestionale 71 Attivita’ degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche 72 Ricerca scientifica e sviluppo 74 Attivita’ professionali, scientifiche e tecniche 75 Servizi veterinari 80.1 Servizi di vigilanza privata 80.2 Servizi connessi ai sistemi di vigilanza 81.2 Attivita’ di pulizia e disinfestazione 82.20.00 Attivita’ dei call center 82.92 Attivita’ di imballaggio e confezionamento conto terzi 82.99.2 Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste 84 Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria 85 Istruzione 86 Assistenza sanitaria 87 Servizi di assistenza sociale residenziale 88 Assistenza sociale non residenziale 94 Attivita’ di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali 95.11.00 Riparazione e manutenzione di computer e periferiche 95.12.01 Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari 95.12.09 Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni 95.22.01 Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa 97 Attivita’ di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico..

Le reazioni di sindacati e Confindustria

Il motivo del rallentamento nell’approvazione del decreto viene spiegato così oggi: ieri sera lo schema del nuovo dpcm, e il relativo allegato con la lista delle attività, era già pronto. Dopo la comunicazione del presidente del Consiglio Conte sono però arrivate – spiegano alle agenzie di stampa fonti di palazzo Chigi – numerosissime richieste da aziende, anche quelle di una certa rilevanza per il sistema italia, che adducevano varie motivazioni per giustificare la necessità di proseguire nelle proprie attività e invocavano comunque il carattere essenziale delle stesse, la rilevanza strategica ai fini dell’economia nazionale, lo scopo comunque connesso e accessorio rispetto alle attività consentite in via principale, la funzione strumentale alla risposta sanitaria in corso. Si è ritenuto quindi – aggiungono le stesse fonti – doveroso verificare con attenzione ogni richiesta. Per tutta la notte e per tutta la mattinata di oggi al Ministero dello sviluppo economico sono stati severamente impegnati a vagliare tutte le richieste. Questo spiega – si conclude – perché il Dpcm e l’allegato, con l’elenco definitivo delle attività produttive giudicate essenziali in questa fase di emergenza, sono stati pubblicati solo nel tardo pomeriggio di domenica.

coronavirus sars-cov-2 covid-19 protezione civile 22 marzo 2020
I numeri del 22 marzo sul Coronavirus in Italia (Protezione Civile)

Intanto la Confindustria della Toscana chiede al governo di rinviare le norme di 72 ore: “Nel nostro territorio stavamo facendo la conta delle buone pratiche aziendali, in materia di sicurezza per i lavoratori, per poterle diffondere e contribuire a non fermare il Paese garantendo condizioni di tranquillità per chi lavora nelle nostre aziende – spiega Patrizia Pacini, presidente dell’Unione Industriale Pisana – La nostra struttura, fin dall’entrata in vigore del decreto dell’11 marzo, ha supportato aziende di ogni dimensione nella messa a punto dei protocolli sulla sicurezza”. Invece Cgil, Cisl e Uil sarebbero pronti anche allo sciopero generale nel caso il governo avesse deciso di dare il via ad un Dpcm che vedrebbe ampliato l’elenco dei settori e delle attività considerate strategiche e destinate quindi a sottrarsi allo stop previsto per le attività non essenziali per fron . E’ quanto minacciano in una nota unitaria i leader Maurizio Landini, Annamaria Furlan, e Carmelo Barbagallo. “A differenza da quanto indicato ieri dal Governo alle parti sociali ed al Paese, in queste ore sembrerebbe avanzare l’ipotesi che, nel decreto in discussione, l’esecutivo intenda aggiungere all’elenco dei settori e delle attività da considerare essenziali nelle prossime due settimane per contenere e combattere il virus Covid-19, attività produttive di ogni genere” scrivono i sindacati . E aggiungono: “se tali notizie fossero confermate, a difesa della salute dei lavoratori e di tutti i cittadini, Cgil Cisl, Uil sono pronte a proclamare in tutte le categorie che non svolgono attività essenziali lo stato di mobilitazione e la conseguente richiesta del ricorso alla cassa integrazione, fino ad arrivare allo sciopero generale”. .

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