Economia

Congedo parentale e bonus baby sitter: gli aiuti per i figli nella fase 2

Il congedo parentale dovrebbe essere raddoppiato: la misura che consente ai genitori di bambini con meno di 12 anni di prendere fino a 15 giorni di permessi retribuiti al 40% era concessa fino al 3 aprile, poi è stata prorogata fino al 13

congedo parentale

Il governo pensa a prolungare il congedo parentale e il bonus baby sitter per la fase 2 della riapertura programmata con il ritorno al lavoro di alcune attività produttive. E c’è anche l’opzione di introdurre nuovi strumenti nel decreto Aprile che dovrebbe vedere la luce questa settimana, al più tardi entro venerdì.

Congedo parentale e bonus baby sitter: gli aiuti per i figli nella fase 2

Il congedo parentale dovrebbe essere raddoppiato: la misura che consente ai genitori di bambini con meno di 12 anni di prendere fino a 15 giorni di permessi retribuiti al 40% era concessa fino al 3 aprile, poi è stata prorogata fino al 13. Adesso se ne potranno chiedere altri 15 oppure si potrà attivare il voucher baby sitter ma la misura è stata chiesta finora solo da 40mila famiglie, quindi i soldi necessari sono già stanziati. Tra le nuove misure c’è un aiuto mensile per i figli a seconda del reddito ISEE: tre gli importi previsti, 160 euro per i redditi fino a 7mila euro annui, 120 euro per quelli compresi tra 7mila e 40mila, 80 euro per quelli superiori. Il Messaggero scrive oggi che la ministra delle famiglie Elena Bonetti vorrebbe introdurlo per i figli fino a 14 anni e per i mesi da aprile a dicembre incluso. La misura non costerebbe meno di cinque miliardi.

congedo parentale come funziona
Come funziona il congedo parentale (Il Messaggero, 6 marzo 2020)

C’è poi il bonus vacanze che potrebbe valere fino a 350 euro per chi soggiornerà in strutture nel territorio italiano. Infine, nel decreto di maggio arriverà, molto probabilmente, anche il Reddito di emergenza, la misura pensata per coprire coloro che sono fuori dalle platee di quello di cittadinanza.

Si tratta, per una certa parte, di lavoratori in nero che preferiscono non fare domanda del sussidio per non rischiare controlli. Per questi il governo starebbe pensando ad un assegno di 500 euro per due mesi. Inoltre dovrebbe arrivare un aiuto alle colf e alle badanti, oltre 800 mila lavoratrici (almeno quelle regolari, ce ne sono almeno 1,2 milioni irregolari), che danno un grande supporto alle famiglie italiane.

Per queste ultime la somma alla quale sta pensando il governo sarebbe di 400 euro per chi ha un contratto a tempo pieno e di 200 euro per chi ha un contratto ad ore. Ma il dubbio che starebbe emergendo tra i tecnici è se è possibile riconoscere un assegno inferiore per chi lavora (le colf e le badanti), rispetto a chi lavora in nero (500 euro) o a chi percepisce il Reddito di cittadinanza (500 euro minimo più altri 280 euro in caso di appartamento in affitto).

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