Economia

Il condono edilizio mascherato nello sblocca-cantieri di Lega e M5S

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Il condono edilizio mascherato nello sblocca-cantieri della Lega e del MoVimento 5 Stelle riceve un ok condizionato. Il provvedimento al quale il premier Conte e il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio lavoravano da novembre formalmente passa, ma nella formula burocratica del “salvo intese”, che lo congela in attesa di modifiche e correzioni ulteriori. Servirà un supplemento di istruttoria, insomma.

Anche perché la Lega, per bocca del vice-Salvini Giancarlo Giorgetti, è stato piuttosto chiara sui problemi del provvedimento:  “Manca l’elenco dei nove cantieri delle grandi opere ancora bloccate al Nord, manca un commissario unico appunto per le grandi opere, non ci sono incentivi sufficienti per le grandi opere, si rischia di sbloccare solo piccoli e medi cantieri nel Centrosud”.

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Lo sblocca-cantieri di Lega e M5S (Il Sole 24 Ore, 21 marzo 2019)

Ma il punto rimane il condono edilizioL’articolo “incriminato” è il 37 bis: stabilisce che “non costituiscono violazione edilizia” le opere “eseguite in corso di edificazione” in variazione alle licenze rilasciate prima della legge 28 gennaio 1977, «ma non costituenti totale difformità». In questi casi basterà avere il «certificato di abitabilità o agibilità» e questo regolarizzerà la situazione costituendo «attestazione di conformità di quanto realizzato».

Gli uffici legislativi del Quirinale hanno fatto pervenire a Palazzo Chigi anche dei rilievi di carattere formale, sul decreto. Così com’è, non sarebbero ravvisabili quei criteri di necessità e urgenza che giustificherebbero il provvedimento d’urgenza. Ma passerà. Un condono è per sempre, si sa.

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