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Lo strano allarme del Comune di Torino sui Pm10

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Ieri il Comune di Torino ha lanciato l’allarme Pm10 invitando i cittadini a chiudersi in casa avendo cura di tenere chiuse porte e finestre ed evitare di fare attività fisica. In quella che l’Assessorato all’Ambiente guidato da Alberto Unia ha definito una “situazione critica” il Comune consigliava di limitare gli spostamenti a piedi o in bicicletta esortando i torinesi a “farlo per il più breve tempo possibile muovendosi lontano dalle vie più trafficate”. Le centraline dell’Arpa hanno infatti rilevato nei giorni scorsi una concentrazione di Pm10 nell’aria pari a 114 mcg/mc, oltre il doppio del limite (50) essendo il decimo sforamento consecutivo il Comune ha pensato di ricorrere a misure drastiche.

Cosa c’è dietro la guerra allo smog di Chiara Appendino?

I toni apocalittici dell’Assessorato, che ricordano quelli di un vecchio articolo di Grillo, sono state subito criticati da Silvio Viale, medico ed esponente radicale, già consigliere comunale negli anni ’90 con i Verdi e più di recente con il PD. Secondo Viale l’allarme lanciato dal Comune è difficile da prendere sul serio e il consiglio di barricarsi in casa, unica speranza di salvezza è surreale: «la questione dei locali chiusi è surreale, perché spesso l’inquinamento indoor e maggiore di quello esterno, non solo nei locali dove ci sono fumatori e incensi, ma dove si cucina, vi sono impianti elettrici e attività umane varie. L’idea che la casa sia una cassaforte di salute da difendere dall’invasione esterna fa parte del mondo delle fiabe».

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Gli sforamenti del livello di Pm10 registrati nell’ultimo anno a Torino [Fonte]
Secondo Viale bisogna avere un senso delle proporzioni e di responsabilità amministrativa perché al momento non c’è alcuna emergenza sanitaria. Anche perché da quando si è insediata la giunta a 5 Stelle il livello di guardia di concentrazione di Pm10 è già stato superato più volte, ma a parte le misure di blocco del traffico il Comune non si era mai spinto a consigliare di prendere precauzioni di questo tipo. C’è però da dire che sono stati centinaia negli ultimi vent’anni gli sforamenti della soglia dei 100 mcg/mc. Solo ieri, dalle centraline delle Arpa della Lombardia sono stati registrati 116 microgrammi a Milano e 109 a Pavia. Anche in Veneto, Emilia e Piemonte la qualità dell’aria resta pessima con 107 microgrammi registrati a Torino, 91 a Reggio Emilia e 96 a Venezia Mestre.
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L’andamento del livello di concentrazione di Pm10 nell’aria a Torino dal 2000 al 2016

Da sempre però gli sforamenti autunnali e invernali dei Pm10 sono terreno di scontro tra le forze politiche dove invariabilmente l’opposizione, di qualunque colore sia, accusa la maggioranza di non fare abbastanza o di rendersi ridicola con provvedimenti inutili. Proprio per questo motivo c’è chi ha sollevato il dubbio che dietro l’improvviso l’attivismo anti smog del Comune di Torino ci sia la precisa volontà di distrarre l’opinione pubblica dai guai della giunta pentastellata.

Le polemiche a distanza tra Appendino e Chiamparino

Mentre sui social si fa ironia sulle politiche eccessivamente restrittive dell’Amministrazione torinese altrove non risulta che i sindaci abbiano invitato i cittadini a barricarsi in casa. Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino ritiene che l’allarme lanciato da Torino sia eccessivo e le indicazioni date dal Comune non sono previste nel protocollo delle Regioni Padane: «Se si vuole fare di più, va bene, ma mi permetto di raccomandare il coordinamento, altrimenti i disagi diventano superiori ai benefici».

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Proprio ieri Settimo Torinese, Comune di 50 mila abitanti alle porte di Torino, ha criticato lo scarso coordinamento in materia di politiche ambientali. “Essendoci la città metropolitana – replica Chiamparino – ci confrontiamo con questa. Se poi all’interno della città metropolitana non c’è discussione non è colpa mia. Al tavolo non possiamo certo invitare tutti i 1.202 Comuni del Piemonte”. Le misure restrittive – ha spiegato ieri l’assessore comunale all’Ambiente, Alberto Unia rispondono in primo luogo alla necessità di tutelare la salute di tutti“. L’unica speranza è riposta nel vento che le previsioni meteo danno in arrivo domenica prossima

Non solo Pm10: l’allarme di Greenpeace sul biossido di azoto

A Roma, altra città amministrata dai 5 Stelle dove però non sono stati lanciati appelli a barricarsi in casa, la situazione secondo Greenpeace non è migliore. L’associazione ambientalista ha effettuato per 10 mattine, tra le 7 e 30 e le 8 e 30, a dei monitoraggi dell’aria in 10 scuole di Roma. Dai rilevamenti è emerso che le concentrazioni di biossido di azoto (NO2) sono ampiamente al di sopra del valore individuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute umana (40 microgrammi per metro cubo, μg/m3). Le città italiane più colpite dal NO2 sono Roma, Torino, Milano e Palermo.

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La concentrazione media oraria più bassa rilevata da Greenpeace, infatti, e’ di 48,9 µg/m3, la piu’ alta 66,1 µg/m3. Si registrano picchi – in concentrazioni medie su dieci minuti – fino a 111,4 µg/m3: un valore abnorme, se si considera che gia’ nel 2005 l’Oms segnalava come nei bambini gli effetti patogeni del NO2 sul sistema respiratorio siano provati anche per concentrazioni inferiori ai 40 µg/m3. Secondo Greenpeace quindi prima di entrare a scuola i nostri bambini fanno un pieno di sostanze tossiche che danneggiano gravemente la loro crescita. Non si tratta solo del Pm10 ma anche del NO2 e di altre sostanze inquinanti. Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia spiega che l’esposizione ad alti livelli di biossido di azoto accade giorno dopo giorno, cinque giorni a settimana: «c’è pero’ un modo chiaro e semplice per abbattere le concentrazioni di biossidi di azoto nelle grandi citta’: limitare progressivamente la circolazione dei diesel, fino a vietarla nei prossimi anni».
Foto copertina via Facebook.com credits Chiara Appendino proibisce cose