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Il Comune di Roma e la strana storia degli “aiuti” ai nomadi del Camping River

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Ora che il M5S ha “vinto” le elezioni c’è chi spera che mantenga le promesse e inizi ad occuparsi dei poveri. Promessa già ridimensionata a pochi giorni dal voto quando Di Maio ha fatto sapere che serviranno almeno due anni per poter attuare la riforma dei centri per l’impiego e avere il reddito di cittadinanza. Non è l’unica promessa non mantenuta dal MoVimento 5 Stelle. A Roma il partito di Beppe Grillo governa da quasi due anni e di impegni ne ha presi tanti. Uno su tutti quello di chiudere i campi Rom, superarli, per dire finalmente addio a “ghetti e sacche di illegalità”.

Che fine hanno fatto le promesse di dare un sostegno economico ai residenti del Camping River?

Il grandioso piano della Giunta Raggi però si è  scontrato con la realtà. Non solo il “superamento” dei Campi era previsto solo per tre insediamenti ma in uno di questi, il Camping River, il Comune non sta facendo nulla per consentire la fuoriuscita degli abitanti. Anzi se possibile ha peggiorato le cose facendo diventare il campo Rom di vita Tenuta Piccirilli nel XV Municipio un campo illegale. La Raggi aveva promesso che il River – che si trova nel XV Municipio – sarebbe stato chiuso entro il 30 giugno 2017.

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Gli striscioni di protesta appesi ai cancelli del River prima della “chiusura”

Non è stato chiuso. È stata concessa una proroga al 30 settembre. La situazione è andata via via peggiorando, con problemi alla fornitura di acqua potabile e la fine di ogni forma di sostegno ai residenti. Dal 30 settembre 2017 il campo è diventato abusivo e la maggior parte dei residenti – contrariamente alle promesse dell’Amministrazione – non ha trovato una soluzione abitativa alternativa. La realtà è tornata a bussare alla porta del Campidoglio a inizio febbraio quando ci sono stati attimi di tensione tra gli abitanti del River e gli agenti della Municipale che sorvegliano gli accessi.

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Estratto dall’interrogazione presentata dal consigliere Stefano Fassina sulla situazione del Camping River

Si arriva così a marzo 2018, stando al  “Piano di indirizzo per l’inclusione delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti” ci sia avvia alla scadenza dei 6 mesi (31 marzo 2018) previsti per il superamento del Camping River. Le famiglie però sono ancora lì. Il campo non è stato chiuso. La misura di sostegno di 800 euro al mese per sei mesi che avrebbe dovuto essere utilizzata per uscire dal Camping e risolvere così la problematica abitativa, non è arrivata a nessuno degli aventi diritto. Inoltre coloro che hanno provato a rivolgersi alle agenzie per trovare un alloggio in affitto si sono visti sbattere la porta in faccia. Il consigliere comunale di Sinistra Italiana, Stefano Fassina ha presentato il 3 ottobre 2017 un’interrogazione per chiedere alla Sindaca quali provvedimenti intende porre in essere mettere in atto il reale superamento de “campo” River. Ad oggi non ha ricevuto risposta. Nella stessa interrogazione Fassina chiedeva lumi anche sulla disastrosa situazione sanitaria del Campo di Castel Romano.

Giorgio Halilovic e la multa che gli fa perdere il sostegno economico (che il Comune non ha mai dato)

I Rom del Camping River sono stati beffati due volte: la prima è stata quando gli è stato promesso che sarebbero stati aiutati ad uscire dal campo. La seconda quando gli aiuti promessi non sono arrivati e il campo è diventato abusivo. Va da sé che persone senza alcun sostegno economico e senza un reddito debbano trovare un modo per mantenersi e dare da mangiare ai propri figli. È il caso di Giorgio Halilovic che si è visto revocare le misure di sostegno previste dalla famosa delibera perché è stato multato dalla Polizia Municipale mentre con il suo camioncino trasportava dei rottami di ferro che aveva raccolto per poi rivenderli.

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Halilovic è stato denunciato per “trasporto illecito di rifiuti” e il suo camion è stato sequestrato. La cosa che sorprende è che in virtù di questa denuncia sia stato deciso di sospendere le misure di sostegno (che tra l’altro Halilovic non ha ancora percepito). Giorgio Halilovic ha moglie e cinque figli, il più piccolo ha cinque anni ed è tra i residenti del River che in seguito ai controlli della Guardia di Finanza è risultato idoneo a ricevere il sostegno di Roma Capitale previsto nel Piano Rom.

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In maniera assai strana la multa comminata ad Halilovic ha comportato la revoca del sostegno a tutto il nucleo familiare. Oltre all’aspetto paradossale della vicenda, ovvero la revoca di un sostegno che non è mai stato dato, c’è anche quello della liceità del provvedimento di revoca. Una misura che probabilmente non ha precedenti perché, come fa notare l’uomo in una lettera inviata al Comune di Roma, all’ANAC, all’UNAR e al Procuratore Giuseppe Pignatone, non è mai successo che un nucleo familiare venisse colpito nella sua interezza per presunte violazioni inerenti il codice della strada o il codice penale commesse dal capo famiglia. L’Associazione Nazione Rom di Marcello Zuinisi parla apertamente di una forma di discriminazione nei confronti degli abitanti del Camping River che nel frattempo si trovano a dover combattere con le “solite” difficoltà quotidiane di un campo ormai abusivo. Oggi si è rotta di nuovo la pompa dell’acqua, ma ormai non fa più notizia.