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Come la Calabria ha dato al M5S meno voti del reddito di cittadinanza

Anche Morra si è dissociato e non ha votato per i grillini. Che prendono una tranvata epocale dopo essere stati in regione il serbatoio di voti di Salvini e di Forza Italia. Il problema? Sta nei numeri del reddito di cittadinanza

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In Calabria il MoVimento 5 Stelle ha raccolto 48.784 voti (59.796 voti se si considera anche la lista civica) a fronte di 62.383 domande accolte nella regione per il Reddito di Cittadinanza. Un bell’esempio di ingratitudine che fotografa, più di Vito Crimi che dimentica il significato delle 5 Stelle, la tragedia attuale del M5S.

Come la Calabria ha dato al M5S meno voti del reddito di cittadinanza

Francesco Creazzo sulla Stampa traccia un ritratto del tracollo grillino in Calabria, che in alcune zone è andato oltre i 40 punti: a Crotone, nel 2018, il M5S aveva raccolto il 55% delle preferenze, domenica solo il 13. Non è andata meglio a Reggio Calabria dove dal boom di due primavere fa – oltre il 35% dei consensi – si è passati al 4,5%. E a gettare sale sulla ferità c’è il fatto che  è un totale di 173.977 persone – minorenni inclusi – il numero di persone che beneficiano della card istituita dal governo gialloverde.

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I flussi dei voti in Calabria (La Stampa, 28 gennaio 2020)

C’è da ricordare che  il MoVimento 5 Stelle alle amministrative non è mai decollato – alle elezioni regionali del 2014 non arrivò al 5% – ma aveva illuso di poter dire la sua dopo anni buoni risultati a livello nazionale. Invece mentre il 43,3% degli elettori che avevano scelto i grillini alla fine non ha votato, il 21,5% se ne è andato a destra e il 10% se ne è andato a sinistra secondo le analisi sui flussi di voti.

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I flussi di voti M5S in Emilia-Romagna (La Repubblica, 28 gennaio 2020)

L’esatto contrario di quanto accaduto in Emilia-Romagna, dove i voti grillini locali sono andati per due terzi a Stefano Bonaccini, contribuendo a portare a casa la vittoria che sembrava persa. In Calabria persino Nicola Morra non ha votato M5S, come ha ammesso lui stesso oggi in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera:

«Me la deve proprio fare questa domanda?».

Be’,presidente Nicola Morra, lei era contrario alla presentazione della vostra lista in Calabria e poi ha espresso molte critiche. Quindi le chiedo se ha votato per il M5S e per il candidato Aiello.
«No, non l’ho fatto. Sono il presidente della commissione parlamentare Antimafia. E non potevo votare una lista con anche una semplice ambiguità. E per questo mi è stato impedito, di fatto, di votarla».

Posso chiederle a questo punto per chi ha votato?
«È semplice. Per nessuno».

Scusi, chi avrebbe dovuto controllarle a monte, le singole ambiguità?
«Coloro che hanno assunto il ruolo di responsabili regionali per la formazione delle liste».

La Calabria e il crollo del M5S

Alle Europee dello scorso anno, quando il Reddito e la pensione di cittadinanza avevano iniziato a fluire sulle card, i calabresi avevano già mostrato un raffreddamento nel loro entusiasmo verso il Movimento. Le urne avevano consegnato ai grillini un più che dignitoso 26,7%. Ancora primi, ma niente maggioranze schiaccianti e, soprattutto, quel 22,6% di preferenze assegnate alla Lega fino ad allora quasi inesistente in Calabria.

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I votanti M5S in Calabria e i percettori di reddito e pensioni di cittadinanza (Il Messaggero, 28 gennaio 2020)

Il Messaggero oggi in un articolo di Andrea Bassi spiega quale potrebbe essere stato il problema:

La media erogata per nucleo familiare è stata di 495 euro, con delle differenze ovviamente, tra Reddito e pensione di cittadinanza. Il primo sussidio ha raggiunto 519 euro medi, il secondo aiuto 238 euro. La provincia che ha avuto l’assegno medio più basso di tutte, è stata Vibo Valentia (494 euro). Gli abitanti che hanno ricevuto in media l’assegno più alto sono stati quelli di Catanzaro (526 euro). Dati paragonabili a quelli nazionali, diffusi solo qualche giornofa dall’Inps.

Dati che potrebbero giustificare qualche delusione dell’elettorato grillino. Il sussidio ha imbarcato un milione di famiglie, per un totale di 2,4 milioni di persone coinvolte, che non sono poche ma che sono comunque di meno rispetto alle previsioni iniziali sulla platea dei beneficiari, visto che l’Ufficio parlamentare di bilancio aveva stimato un bacino di 1.177.000 famiglie mentre l’Istat addirittura di 1,3 milioni di nuclei, dall’altro gli importi erogati su base mensile sono molto distanti da quelli promessi dai grillini, pari in media a 493,42 euro anziché a 780. La promessa costitutiva del Movimento Cinque Stelle è stata sì mantenuta, ma non interamente.

Insomma, l’appetito vien mangiando e qui c’era ancora troppo poco in tavola.

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