Opinioni

Come è cambiata la classe dirigente in Italia

Vincenzo Vespri|

ragionier filini giovanni tria

Lo scorso anno uscì il bando per essere commissario nel concorso da Dirigente Scolastico. Riferii a casa di questo bando dicendo che solo un idiota poteva partecipare considerando il notevole impiego richiesto, la responsabilità e il compenso irrisorio di circa un euro all’ora… i raccoglitori di pomodoro sono molto meglio pagati.. Non l’avessi mai detto, mia moglie, che fa dell’insegnamento una missione, mi disse che dovevo vergognarmi. Far parte di commissioni era un dovere civico e dovevo fare domanda senza pensare né all’impegno né al ritorno economico. E così adesso, sarò pure risplendente di dovere civico, ma mi ritrovo con ben 247 compiti da correggere… Detto questo, la partecipazione a questa commissione è stata l’occasione di conoscere un giovane dirigente Miur, dinamico determinato e competente. È un bel segnale che riempie il cuore di speranze. Questo messaggio che l’Italia può contare su giovani bravi e determinati mi fa ben sperare in un rinnovamento dell’Italia. Cosa che mi è stata confermata dall’incontro con il capodipartimento Miur: l’ho visto lavorare a ritmi serratissimi tutta la giornata passando da un argomento all’altro con una forza e determinazione incredibile. Se ci sono uomini così, l’Italia non può andare a fondo….

Credo che queste personalità siano figlie dei tempi che cambiano. Come diceva Marx, la politica e la società sono conseguenza dell’organizzazione del lavoro. Fino agli anni ’90 erano possibili situazioni descritte magistralmente nei libri di Fantozzi: mega-ditte con maree di operai inutili ma garantiti (l’operaio poteva essere crocefisso in sala mensa o nuotare nell’acquario del mega dirigente, ma non poteva essere licenziato) e mega dirigenti (per motivi dinastici, per diritto divino o per legge naturale, ma rigorosamente mai scelti per motivi meritocratici) di limitate vedute. Il Paese era governato da una coalizione esplicita (Pentapartito in tutte le sue forme) ed una implicita composta anche dal PCI (partito di lotta e di governo), Chiesa e Sindacati. La crisi degli anni novanta originata dal cambio Lira-Marco fece pagare le nefaste conseguenze sulla classe lavoratrice: meno sicurezze, meno diritti, minor ritorno economico. La crisi modificò la dialettica politica (scomparve la diarchia DC-PCI e fu sostituita dal rapporto dialettico Berlsuka-Prodi), ma non toccò sostanzialmente la classe dirigente formata spesso da persone impresentabili. Il film che rappresenta meglio quegli anni è probabilmente la Grande Bellezza e le “icone” politiche della seconda repubblica sono state i Razzi e gli Scilipoti. La Chiesa, i sindacati, le forze di sinistra persero progressivamente contatto con il “popolo” non giustificando più pertanto la loro ragione di essere.

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Con la crisi del 2010, il modello produttivo si è ulteriormente modificato: non basta più sfruttare il lavoratore ma occorre anche che il lavoratore dia un valore aggiunto. Le grandi migrazioni dall’Africa hanno perso senso (un lavoratore non specializzato è sostanzialmente solo un costo), dirigenti manifestamente inadeguati o sotto-qualificati non potevano essere ammissibili quando il dipendente era al contrario altamente qualificato. In questo nuovo paradigma i leader possono essere ancora poco qualificati, ma i quadri dirigenziali devono avere un curriculum adeguato. Non è più ammissibile una Fedeli con poco più della terza media che governa il mondo della ricerca come una Boschi padre (o madre) costituente. Questa nuova repubblica (la terza? Sopravviverà per quanto?) ha sancito la fine del PD, di FI, delle forze tradizionali sociali e di sinistra. La Chiesa e il Sindacato, sono sempre meno in sintonia con la “ggente”. In compenso la nuova classe dirigenziale è sempre più preparata e capace. Lega e Movimento 5 Stella hanno ormai introdotto nuovi paradigmi in politica da cui è impossibile trascendere. Non si sa se saranno i protagonisti politici della terza repubblica (anche se è molto probabile che lo saranno) ma sono state le forze politiche che ne hanno favorito l’avvento. Lega e i 5Stelle sono movimenti diversi: molto più dorotea la Lega (partito di Lotta e di Governo) e molto più ingenuo ed idealista il Movimento5Stelle. È una forzatura che governino assieme. Anche se figlie della stessa epoca sono troppo diverse. Un po’ come Peppone e Don Camillo, figli dell’Italia post guerra ma spesse volte su posizioni antitetiche.