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Chi sono i tre leghisti che hanno preso il bonus 600 euro per le Partite IVA

Salvini è una furia. A botta calda aveva chiesto dimissioni, ora che ha scoperto che ci sono i suoi in mezzo ripiega sulla sospensione. E intanto nella chat del partito si chiede di confessare, magari attribuendo la colpa al commercialista

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Ieri Repubblica ha rivelato che tra i cinque parlamentari che hanno preso il bonus 600 euro per le partite IVA ci sono tre esponenti della Lega, uno del MoVimento 5 Stelle e uno di Italia Viva. E a Matteo Salvini è bastato questo per rovinarsi le vacanze. A botta calda infatti il Capitano aveva chiesto dimissioni un po’ per tutti, come suo costume, e quindi anche per gli eletti che avevano chiesto e ottenuto il sussidio.

Chi sono i tre leghisti che hanno preso il bonus 600 euro per le Partite IVA

Quando poi ha scoperto che nel gruppo c’erano tre del Carroccio però ha cambiato idea, come spesso gli succede. L’agenzia di stampa ANSA racconta che nella chat di via Bellerio i vertici ieri sera hanno pubblicato un messaggio che recitava: «A seguito della notizia emersa in queste ore in merito al bonus di 600 euro percepito da 5 deputati vi richiediamo di verificare se per un disguido i vostri commercialisti ne hanno fatto richiesta e conseguentemente vi sono stati accreditati. Grazie». Dopo due giri di orologio il silenzio è assordante. «Non abbiamo riscontri», dice il leghista Lorenzo Fontana. Ma, come vedete, è già pronta una delle scuse che gli eventuali reprobi utilizzeranno: «È colpa del commercialista!». Un’altra potrebbe essere più raffinata, del tipo: «Volevo controllare che i soldi promessi dal governo arrivassero davvero!».

Di certo c’è che la caccia all’uomo è ormai partita. Secondo Carmelo Lopapa che ne parla su Repubblica i parlamentari leghisti sono due uomini e una donna; un deputato forse mantovano e un meridionale sarebbero nella lista. E le vacanze di Salvini sono rovinate:

Il segretario non trattiene la rabbia, scopre che i “sospettati” sono in gran parte suoi parlamentari negli stessi minuti in cui il sito di Repubblica ne dà notizia. Addio: primo giorno di vacanze in Toscana (dopo il comizio mattutino con tanto di contestazione a Viareggio) mandato per aria. «Sono incazzato e deluso, anche se la responsabilità è dei singoli e non può essere attribuita alla Lega», è sbottato coi suoi al telefono, con epiteti vari affibbiati ai tre. E se la misura immaginata su due piedi non è l’espulsione ma la sospensione è perché prima, spiegano i suoi, «vogliamo sapere cosa obiettano questi tre». Con la speranza vaga che siano stati i loro commercialisti e non i diretti interessati a presentare istanza.

E la richiesta di dimissioni diventa una più prudente esortazione alla sospensione:

Sulla sua pagina Facebook, proprio in coda a questo post, i commenti già non si contano. «Che tre dei cinque deputati siano leghisti è la schifosa normalità», gli replica @zucchinadimare, oppure «strano, nessun tuo post a riguardo», gli scrive D.B allegando la notizia che impazza sui siti. «Ha saputo dei parlamentari che hano preso il bonus e sono stati scoperti dall’Inps?», infierisce G.L.

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