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Chi sarà il premier del governo di Mattarella

Un governo di tregua che porti il paese al voto nel 2019, guidato da una figura autorevole in grado di rassicurare i mercati. Ovvero non un giurista, come si pensava visti i trascorsi di Mattarella, ma un economista. Il progetto del presidente della Repubblica, che il Quirinale proporrà ai partiti durante le consultazioni di lunedì, comincia a prendere forma e ha tutte le caratteristiche per essere inviso alla Lega e al MoVimento 5 Stelle.

Il toto-premier del governo di Mattarella

Con un identikit del genere è facile arrivare a qualche nome e i giornali oggi cominciano la caccia. Secondo Repubblica il toto-premier del “governo di tregua” si è messo vorticosamente in movimento, una ridda di voci in libertà: dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco al presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, da Sabino Cassese al presidente dell’Inps Tito Boeri, ma sul Colle non avrebbero ancora deciso. Di tracciato c’è solo l’identikit ideale dell’uomo incaricato di risolvere il rebus governo.

matteo renzi ignazio visco
Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco

Il governo di Mattarella avrebbe due obiettivi: l’approvazione della manovra entro dicembre, e quindi evitare l’aumento dell’Iva, e gli appuntamenti decisivi in sede Ue che aspettano il nostro Paese. Non figura, nell’agenda del capo dello Stato, la riforma elettorale: lo stesso Di Maio oggi in un’intervista al Fatto ha spiegato che a lui sta bene il Rosatellum e che sarebbe impossibile trovare un accordo con la Lega sul punto.  Il nome di Visco sarebbe probabilmente inviso a Matteo Renzi, dopo la polemica su Banca Etruria all’epoca della Commissione Banche, poi “risolta” con la ritirata strategica del Partito Democratico durante l’audizione del governatore di Bankitalia.

Gli altri nomi del governo del presidente

Il casting del governo del presidente non finisce qui. Alessandro Barbera sulla Stampa cita anche l’attuale presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno, l’attuale vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, l’ex ministro della Giustizia e attuale presidente della Luiss Paola Severino. Ma punta su un altro economista:

Eppure secondo le voci che si raccolgono in queste ore sul Colle più alto Mattarella starebbe pensando a un identikit decisamente diverso, una personalità con un background economico e sufficientemente nota all’estero per costituire una garanzia verso i mercati e le istituzioni europee. In giro di profili del genere non ce ne sono molti, soprattutto se li si immagina in Parlamento a chiedere la fiducia e ottenere un ampio consenso. Da un breve sondaggio a microfoni spenti, dai grandi partiti emergono almeno quattro nomi possibili. Il primo – e al momento il più papabile – è quello dell’economista di origini torinesi Guido Tabellini.

roberto perotti matteo renzi
L’economista Roberto Perotti

Altri nomi sarebbero quelli di Roberto Perotti, Luigi Zingales ed Enrico Giovannini. Il Messaggero invece fa i nomi di Lucrezia Reichlin e Carlo Cottarelli. Insomma, l’identikit è chiaro. Manca di capire quale maggioranza in Parlamento voterà la fiducia a un esecutivo del genere. Posto che le regole al Senato sono cambiato, un governo potrebbe nascere anche non con il voto positivo, ma con l’astensione delle forze che oggi hanno detto no a un’ipotesi del genere, ovvero la Lega e il MoVimento 5 Stelle. Sarà un bel problema per Mattarella far cambiare idea a Di Maio e Salvini.

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