Economia

Chi c’è dietro Freeda

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Freeda, con i suoi 3,17 milioni di fan su Facebook, i 2,66 milioni di follower su Instagram, i 108 milioni di views dei suoi video, i 37 milioni di interazioni sui social e i 126 milioni di persone raggiunte, è una proprietà di Ag Digital Media, una startup milanese partita nel 2016 che ha già raccolto sul mercato oltre 27 milioni di euro per finanziare sia la sua espansione in Italia, sia le filiali aperte in Spagna nell’aprile 2018 e nel Regno Unito nel settembre 2019. Italia Oggi svela oggi chi sono gli azionisti dell’azienda:

C’è molta Fininvest-Mediaset nel Dna di Freeda. I due fondatori, infatti, sono Gianluigi Casole, attuale presidente, che ha fatto parte del team di investimenti diretti di Holding italiana quattordicesima, family office di Luigi, Barbara ed Eleonora Berlusconi, tra i principali azionisti di Fininvest, e il 33enne Andrea Scotti Calderini, ora amministratore delegato di Freeda, e in precedenza per oltre otto anni direttore del branded entertainment e dei contenuti cross mediali di FremantleMedia e di Publitalia 80. L’azionista più importante di Ag Digital Media spa è il fondo francese di venture capital Fpci Alven Capital V, con un complessivo 32,4%; i due fondatori detengono invece il 13% ciascuno; a seguire Florence srl con l’11,6%.

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C’è poi Lorenzo Mieli (amministratore delegato di FremantleMedia Italia) che controlla l’8,8% attraverso la sua FW, quindi Ginevra Elkann con il 7,2%, Endeavor Catalyst con il 2,3%, Stefano Sala (amministratore delegato di Publitalia 80 e tra i manager più importanti del gruppo Mediaset) con l’1,9%, stessa quota in tasca a Matteo Sordo (general manager Clients e consigliere in Publitalia 80 e Digitalia 08).

Ma il libro soci di Ag Digital Media è una collezione di nomi prestigiosi, da Luigi Berlusconi a Tomaso Trussardi, passando per Khaled Helioui, azionista di Deliveroo o Uber, e poi Paloma Castro Martinez (ex direttore relazioni istituzionali eBay, PayPal, Skype) o Henri Moissinac (ex Ofo, Facebook, Uber, eBay). Un team, insomma, in grado di fare pesare anche tutto il suo network di rapporti internazionali quando si è trattato di rastrellare capitali: ultimo round lo scorso autunno con 15 milioni di euro raccolti, che faceva seguito a un primo round da 4,3 milioni di dollari nel settembre 2016 e a un secondo da 10 milioni di dollari chiuso nel maggio 2018.

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