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Il centrodestra è unito e non lotta insieme a Di Maio

berlusconi salvini meloni

Il centrodestra resterà unito e chiederà al presidente della Repubblica il mandato per andare in Parlamento e verificare i numeri di una possibile maggioranza. È questa, secondo quanto scrive l’ANSA, la decisione presa nel corso del vertice a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni prima di salire al Colle per le consultazioni. Il centrodestra, sempre a quanto si apprende, ribadirà la sua contrarietà ad un governo del presidente.

Il centrodestra è unito e non lotta insieme a Di Maio

Anche l’ultima mediazione proposta dal capo politico del MoVimento 5 Stelle ieri a In 1/2 Ora, ribadita oggi all’uscita dai colloqui nel Quirinale, pare quindi essere tramontata prima di nascere. Dovremo quindi rassegnarci al “rischio di azioni non democratiche” paventato ieri da Di Maio. Il centrodestra però osteggia anche la formazione di un governo tecnico o di un esecutivo del presidente che era nelle intenzioni di Mattarella. Chiede invece l’incarico per un esponente del centrodestra: perché?

matteo salvini

Il motivo della scelta strategica è facilmente comprensibile: se l’incarico dovesse andare a un esponente del centrodestra, questi potrebbe presentare la sua squadra e il suo programma presentandosi in parlamento per ricevere la fiducia: anche in caso di bocciatura (ad oggi probabile) quel governo rimarrebbe comunque in carica per gli affari correnti, “spodestando” così il governo Gentiloni.

Perché il centrodestra chiede l’incarico

Ecco quindi perché il centrodestra chiede l’incarico: per avere un suo uomo a Palazzo Chigi anche in caso di elezioni anticipate, potendo così gestire l’ordinaria amministrazione ma anche le nomine a scadenza, oltre a poter partecipare ai vertici europei con un esecutivo in carica. Il premier terzo che Di Maio voleva cercare con Salvini (e solo con il leader della Lega, senza contare l’alleato scomodo Berlusconi) è lo stesso obiettivo di Salvini, Berlusconi e Meloni ma a patto che il nome lo scelgano loro.

governo m5s pd 1
Le maggioranze possibili (La Repubblica, 6 marzo)

Ora tutto torna in mano a Mattarella. Che potrebbe accogliere l’invito del centrodestra, in questo momento maggioranza relativa in Parlamento, oppure varare davvero quel governo “del presidente” o “di tregua” che vedrebbe però l’opposizione di MoVimento 5 Stelle e Lega e quindi si troverebbe nella stessa condizione di quello (ipotetico) di centrodestra. La differenza, però, sarebbe che la gestione degli affari correnti non sarebbe appannaggio – come oggi – del governo Gentiloni sconfitto alle urne né di quello di centrodestra senza fiducia. Ma le urne sarebbero in ogni caso molto vicine. Con l’estate in ballo e settembre come data più probabile. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, anche in caso di insuccesso di queste consultazioni cercherà di formare un nuovo governo per gestire gli affari correnti. Non sarà dunque l’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni a farlo. Sempre da quando si apprende ci sono buone possibilità che il Presidente parli questa sera una volta terminata questa tornata di consultazioni.

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