Economia

Le undici categorie da escludere dall'innalzamento dell'età della pensione

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Non rinviare l’innalzamento a 67 anni dell’età della pensione, come da previsioni, ma escludere undici categorie di lavoratori dall’effetto della norma. Questa è l’intenzione del governo Gentiloni, stretto tra le necessità della riforma Fornero e l’avvicinarsi delle elezioni. Il piano B, spiega oggi il Corriere della Sera, prevede un intervento chirurgico che dovrebbe bloccare l’aumento dell’età non per tutti ma solo per i lavoratori che svolgono le cosiddette attività gravose. Sono undici categorie in tutto: maestre di asilo nido e di scuola materna, infermieri che fanno i turni di notte, macchinisti, camionisti, gruisti, muratori, facchini, badanti di persone non autosufficienti, oltre agli addetti alle pulizie, alla raccolta dei rifiuti e alla concia delle pelli.

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L’età che sale e gli assegni più piccoli (Corriere della Sera, 29 ottobre 2017)

L’aumento dell’età pensionabile scatterebbe nel 2019 e quindi, in teoria, ci sarebbe ancora l’anno prossimo per decidere cosa fare. Ma il decreto del ministero del Lavoro che adegua automaticamente l’età della pensione alla speranza di vita calcolata a 65 anni va emenato per legge entro la fine dell’anno. Le tabelle appena pubblicate dall’Istat dicono che, tra il 2013 e il 2016, la speranza di vita è aumentata di cinque mesi. Per questo il decreto del ministero dovrebbe far salire proprio di cinque mesi l’età dellapensione. Nelle settimane scorse il governo sembrava deciso a rimandare la scelta a dopo le elezioni, per evitare ricadute sul voto di primavera. Adesso rischia di non poterlo fare per i rilievi della commissione europea. Di qui la decisione di escludere le undici categorie. Ma la strada è molto stretta.