Economia

Perché l’offerta di Apollo per Carige è stata respinta

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Le banche hanno respinto ieri l’offerta del fondo Apollo per Carige. Il finale, scontato, arriva dopo il deal sulle assicurazioni e la valutazione stracciata da parte degli americani. Al momento, le banche hanno considerato non ricevibile la proposta, e quindi hanno preteso un miglioramento delle condizioni. Spiega oggi Il Sole 24 Ore:

La bozza di offerta di Apollo (che è assistito da Equita Sim), in questo suo impianto iniziale, prevede un aumento di capitale in due fasi da circa 500 milioni di euro rispetto ai 720 milioni previsti nel piano (poi fallito) di BlackRock. Il primo sforzo è richiesto alle banche, tramite la conversione del bond da 313 milioni sottoscritto a fine 2018; se nell’arco di qualche mese la situazione avrà dato concreti segnali di miglioramento, allora interverrà il fondo, disponibile a rilevare la banca a un prezzo simbolico e a iniettare altri 100-150 milioni. Condizioni, queste, inaccettabili nella sostanza e nella forma.

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I numeri di Carige (Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2019)

Sì, perché l’ipotesi prevede che, almeno provvisoriamente, lo schema volontario del Fitd salga in maggioranza, fattispecie esclusa dallo statuto del fondo stesso. Di qui il piano B che, informalmente, le banche stanno iniziando a valutare: prevede, come anticipato da Il Sole 24 Ore l’altroieri, che in prima battuta il bond da 320 milioni venga infatti acquistato proprio dal Fondo obbligatorio, che potrebbe poi convertirlo (con un potenziale vantaggio per gli istituti dello Schema volontario, che con il riacquisto dell’emissione andrebbero a ripianare le perdite accusate sul bond stesso, ampiamente svalutato). A quel punto sempre il Fondo obbligatorio, che al momento può contare su circa 1,5 miliardi di versamenti degli istituti, potrebbe iniettare altre risorse fresche.

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