Economia

Cassa Centrale su Carige

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MF annuncia che per Carige è arrivata la manifestazione d’interesse di Cassa Centrale Banca: il polo trentino delle banche di credito cooperativo sta studiando un’operazione industriale al fianco del Fondo Interbancario e dei grandi azionisti della banca genovese:

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nei giorni scorsi Cassa Centrale Banca avrebbe firmato un non-disclosure agreement con i vertici dell’istituto genovese per avviare un esame preliminare dei conti (non si tratterebbe ancora di una due diligence formale) e studiare la fattibilità di un’alleanza industriale. Un’alleanza che, secondo le intenzioni dei vertici di Cassa Centrale, dovrebbe fare leva sulla comune vocazione retail dei due gruppi e sul loro forte radicamento territoriale. L’istituto presieduto da Giorgio Fracalossi non sarebbe comunque interessato a rilevare subito il 100% di Carige.

Cassa Centrale, uno dei due gruppi cooperativi nati dalla riforma, si muoverebbe infatti in tandem con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), che la scorsa settimana ha assunto la regia del salvataggio per condurlo verso una soluzione di sistema. II veicolo presieduto da Salvatore Maccarone si muoverebbe attraverso lo schema volontario e quello obbligatorio.

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I numeri di Carige (Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2019)

Intanto c’è maretta in maggioranza sull’intervento del Credito Sportivo nel salvataggio. Il Messaggero racconta che il ministro dell’Economia Giovanni Tria è favorevole mentre il MoVimento 5 Stelle è contrario:

Soprattutto M5S frena per evitare che i soldi pubblici vengano utilizzati per salvare le banche. E sembra che il veto politica si riferisca anche all’eventuale sottoscrizione di un bond tier2 da 150 milioni e non solo all’equity che verrebbe invece versato da Mcc Banca del mezzogiorno. La mancanza di un pezzo della cordata potrebbe far rivedere i pesi fra gli altri partecipanti, aumentando l’apporto del Fondo banche dove il fronte degli istituti non sarebbe unanime perchè un paio di istituti fra i primi 10 avrebbero perplessità.

Salvatore Maccarone e i commissari comunque vanno avanti a testa bassa per mettere insieme i vari pezzi. L’operazione prevede che lo Schema converta i 313 milioni del bond e il Fondo banche copra almeno 200 milioni: la quota dei due consorzi dovrebbe attestarsi sul 65%. Nell’operazione do- vrebbero entrare anche gli attuali soci, a cominciare da Malacalza Investimenti (27,8%). Nei giorni scorsi ci sarebbe stato un colloquio a Milano tra Maccarone ed esponenti della famiglia genovese: il feedback ricevuto sarebbe rassicurante. L’azionista avrebbe condiviso il disegno industriale portato avanti dal Fondo banche.

E tra i candidati spunta anche Baca Popolare dell’Emilia Romagna, come racconta il Sole 24 Ore:

L’amministratore delegato di Bper Banca, Alessandro Vandelli, non esclude l’ipotesi di un’acquisizione della fragile banca ligure. Ma nel contempo fissa le condizioni alle quali un’operazione simile può essere realizzata. Lo fa a Modena, a margine dell’assemblea straordinaria che – in misura plebiscitaria – dice sì all’aumento di capitale da 171 milioni riservato alla Fondazione di Sardegna e all’emissione di un bond subordinato Atl riservato all’ente sardo, operazioni funzionali all’acquisizione delle quote di minoranza del Banco di Sardegna.

Incalzato dai cronisti, il banchiere non evita di rispondere a un tema di stringente attualità come quello della banca ligure, che è alle prese con un piano di risanamento che eviti il rischioliquidazione. «Temo – dice Vandelli in conferenza stampa, riferendosi a Carige – che siano abbastanza difficili da gestire interventi senza che ci sia una partnership industriale».

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