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La storia dei cani uccisi a bastonate per il Coronavirus in Cina

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Nei giorni scorsi si era diffusa in Cina e di rimbalzo sui media europei la storia di cani e gatti uccisi dai cinesi per la paura di essere contagiati dal Coronavirus di Wuhan. Si è rivelata una bufala. Oggi un’altra storia del genere ha preso a circolare sui quotidiani italiani. La fonte, come sempre in questi casi, è il Daily Mail che ieri ha pubblicato un articolo in cui sostiene che alcuni funzionari locali stanno provvedendo ad uccidere i cani a bastonate per fermare la diffusione del coronavirus COVID-19.

Cosa sappiamo dei video di cani uccisi in Cina?

All’articolo si accompagnano foto e video di alcune persone – non in uniforme – che inseguono e prendono a bastonate un cane (sembra una specie di Labrador) che evidentemente era già stato picchiato prima che l’autore del filmato – che riprende la scena dall’alto – iniziasse a riprendere il pestaggio visto che muove malamente le zampe posteriori. Si sente il cucciolo guaire e quando smette di lamentarsi e giace immobile l’uomo che lo ha picchiato si allontana lasciando il corpo a bordo strada.

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Secondo il Daily Mail, che cita un’associazione denominata Chengdu Pet Adaptation Platform come fonte dell’informazione, l’episodio si sarebbe verificato a Chengdu nella provincia del Sichuan dove gruppi di volontari si aggirerebbero per strada per “eliminare” i cani randagi allo scopo di evitare la trasmissione dell’infezione da COVID-19. Sempre secondo  il Daily Mail però ad un certo punto il proprietario di quel cane è accorso sul posto (quindi non era randagio ma non è ben chiaro cosa ci facesse da solo per strada) non potendo fare altro che constatare che era morto.

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Vale la pena di far notare che Chengdu si trova a oltre 900 km da Wuhan e che nell’intera provincia del Sichuan attualmente ci sono 442 casi confermati di persone infette da coronavirus. Una cifra che può sembrare alta ma bisogna tener conto non solo del fatto che nell’Hubei (la provincia di Wuhan) i contagiati sono oltre 50 mila ma anche che il Sichuan ha oltre 80 milioni di abitanti e che la sola Chengdu, che ne è il capoluogo, è una città da 16 milioni di abitanti.

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Un’altra scena analoga, sempre secondo il Daily Mail, si sarebbe verificata in un luogo non meglio precisato della Contea di Yongjia nella provincia dello Zhejiang, dal capo opposto del paese. Un terzo episodio si sarebbe invece verificato nuovamente nella provincia del Sichuan, questa volta nella città Nanchong dove un uomo che viene definito “lavoratore” prende a bastonate un animale a bordo della strada. Non si sa quando siano avvenute queste uccisioni né la vera ragione. Secondo gli attivisti che hanno segnalato la cosa al Daily Mail è a causa del timore che i cani possano diffondere il coronavirus (ma non si capisce a questo punto perché abbandonare il cadavere in strada). L’OMS ha del resto ampiamente smentito la notizia che cani, gatti o altri animali domestici possano trasmettere direttamente all’uomo l’infezione da COVID-19. D’altra pare è cosa nota che per gli occidentali la Cina non sia un luogo dove i cani hanno una vita facile e quindi sostenere che si uccidano i cani “per fermare il coronavirus” quando in alcune città si tengono “festival della carne di cane” non desta poi troppa sorpresa. Il punto è che non si hanno notizie di eventuali ordini del genere e non si capisce come mai queste operazioni “di disinfestazione” vengano condotte in città dove la situazione è relativamente tranquilla dal punto di vista sanitario.

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