Economia

Il bonus vacanze per il turismo domestico e le regole per le spiagge

Un bonus  destinato solo a chi sceglierà località italiane per le vacanza quest’anno. E anche perché con un aiuto se pur contenuto, si provano a salvare migliaia di posti di lavoro, visto che il turismo impiega 4,2 milioni di addetti

dario franceschini musei

Nel decreto economico di aprile ci sarà l’aumento a 800 euro del bonus partite IVA che va in pagamento tra il 15 e il 17 aprile. Ma non solo, spiega oggi Carlo Bertini sulla Stampa, perché si programmano anche aiuti per il settore del turismo: tra giugno e settembre, almeno 50 milioni di presenze in meno, si disperano i gestori. Basta questo per capire. «Andremo al mare questa estate», garantisce però il sottosegretario del Mibact, Lorenza Bonaccorsi. «Stiamo lavorando alle normative con il comitato tecnico scientifico: servirà un distanziamento».

Il bonus vacanze per il turismo domestico e le regole per le spiagge

E allora eccole, le regole per le spiagge, che potrebbero però preoccupare assai quei gestori che sono abituati a far ammassare i clienti quasi uno sopra l’altro per sfruttare ogni centimetro di spiaggia disponibile:

Dress code, costume e mascherine, distanza di rispetto tra sdraio e asciugamani, cibo magari servito ai tavoli sotto gli ombrelloni, copiando «i pasti sotto la tenda» in uso proprio ai «bagni» del Forte. Si studia come dovranno essere serviti i buffet e le colazioni negli alberghi: per un turismo che si prevede sarà «molto a indirizzo regionale». Il refrain degli operatori è «ritorno in auge di un turismo Anni ’60», viaggiando più in auto che in treno e aereo: «Vacanze di prossimità, più brevi e più vicine in luoghi che conosci, un turismo domestico, dei borghi e dei luoghi meno sovraffollati». Per agevolarlo ci sarà un “bonus vacanze”, da non confondere con i voucher per i rimborsi di viaggi cancellati.

D’altronde che le regole di distanziamento siano una cosa seria lo ha dimostrato il video dell’università di Aalto su come si propaga il virus nei supermercati. In ogni caso  5 miliardi o forse più, dovrebbero andare al turismo: da solo copre il 13% del Pil in tempi normali. Attraverso un bonus  destinato solo a chi sceglierà località italiane per le vacanza quest’anno. E anche perché con un aiuto se pur contenuto, si provano a salvare migliaia di posti di lavoro, visto che il turismo impiega 4,2 milioni di addetti.

 Sul tappeto ci sono due ipotesi di agevolazione: la prima è sotto forma di credito di imposta da usufruire nella dichiarazione dei redditi del 2021, «ma è chiaro che per dare liquidità immediata è meglio un bonus cash alle famiglie», ammette la Bonaccorsi. La cifra fin qui ipotizzata è di circa 300 euro, quale che sia la prenotazione, una settimana o due o tre non farebbe differenza. «Considerando che i nuclei familiari in Italia sono 23 milioni e che il reddito medio è pari a 31 mila euro, si può capire il costo di una simile operazione». Anche restringendolo solo ai redditi sotto i 40 mila euro, si ragiona nell’ordine dei miliardi. Quindi piedi di piombo.

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