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L’indagine su Bonafede e Salvini per il video su Battisti

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Non solo Salvini e Bonafede sono indagati per il video su Cesare Battisti. Valeria Pacelli sul Fatto oggi racconta qualcosa di più a proposito dell’indagine (su cui la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione) nei confronti dei due ministri per il filmato-gogna che mostrava la coppia Salvini-Bonafede (quest’ultimo in divisa della polizia penitenziaria) e che partiva con una serie di cinque fotografie, all’inizio, e una ventina circa di spezzoni video montati a costruire il racconto della giornata. Dall’arrivo di Battisti, alla sua presa in consegna da parte delle forze dell’ordine, con il prelievo delle impronte digitali, fino alla sua partenza in aereo verso il carcere di Oristano. Il video era accompagnato da un brano musicale, Ether di Silent Partner, che è libero dal copyright.

 

L’indagine su Bonafede e Salvini per il video su Battisti

Anche il capo del Dap, il Dipartimento di polizia penitenziaria, Francesco Basentini, è finito nell ’indagine  per aver concorso nel reato di abuso d’ufficio contestato inizialmente al Guardasigilli e al vicepremier leghista. Parallelamente in Procura è stato aperto un altro fascicolo, ma per omissione di atti d’ufficio. L’obiettivo è valutare se vi siano state responsabilità nell’Amministrazione del Dap: erano tenuti a impedire la diffusione del video?

Nell’articolo si racconta che l’indagine è partita dall’esposto di un avvocato di Catanzaro, e non quindi dalla segnalazione in procura effettuata dalle Camere Penali di Roma. E si spiegano le motivazioni della richiesta d’archiviazione:

I magistrati prima decidono di iscrivere Bonafede, Salvini e Basentini e poi di archiviare. Secondo i pm è stato violato l’articolo 42 bis dell’ordinamento penitenziario che al comma 4 prevede che “nelle traduzioni siano adottate le opportune cautele per proteggerei soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità”. Tuttavia non c’è il dolo: ossia la presunta violazione della norma non è stata commessa per provocare intenzionalmente un vantaggio, tanto meno arrecando danni ad altri. In questo caso Battisti.

Secondo il ragionamento dei magistrati il video aveva l’obiettivo di sottolineare la nuova efficienza dello Stato nella cattura dei latitanti. Quindi una motivazione politica. Per questo è stata chiesta l’archiviazione.

 

Il silenzio dei ministri

Ieri dopo la notizia data dal Giornale non si sono registrate né reazioni né smentite sia da parte dei diretti interessati che dai loro partiti. Un silenzio che dimostra quanto valgano le storie sulla trasparenza nel MoVimento 5 Stelle, soprattutto dopo che Bonafede si è autosmentito in tv dicendo che ha rivisto il video, non gli è piaciuto e non lo rifarebbe. Eppure quel video è ancora lì, sulla sua pagina Facebook, comprensivo della sequenza in cui uno degli agenti si copre il viso per non essere inquadrato.

Edit: in una nota, il Presidente della Camera Penale di Roma Cesare Placanica ritorna sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Roma nei confronti di Bonafede e del ministro Salvini:

“La richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica di Roma a favore dell’onorevole Bonafede, relativa al noto ‘filmino’, non riguarda alcun esposto della Camera Penale di Roma. Le violazioni di legge, ascritte al Ministro della Giustizia – aggiungono i penalisti – sono state segnalate difatti al Garante Nazionale dei diritti dei detenuti e al Garante per la protezione della Privacy. Peraltro, chiederemo immediatamente alle suddette Autorità – prosegue il leader dei penalisti romani – di acquisire copia della richiesta di archiviazione, poiché la stessa, limitandosi – come univocamente affermato dagli organi di stampa – ad escludere il dolo del reato di abuso di ufficio, che era stato contestato al Ministro, ha di fatto certificato la sussistenza della violazione di legge denunciata nel nostro esposto”

Leggi sull’argomento: L’esposto contro Bonafede per il video-gogna su Battisti