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L’esposto contro Bonafede per il video-gogna su Battisti

bonafede divisa polizia penitenziaria

La Camera Penale di Roma è pronta a presentare un esposto in relazione al video pubblicato ieri dal profilo Facebook del ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, in cui si riprendono le varie fasi dell’arrivo di Cesare Battisti in Italia comprese le procedure di fotosegnalamento effettuato negli uffici della Questura della Capitale e quelle relative alle impronte digitali.

La denuncia contro Bonafede per il video gogna su Battisti

Per il sindacato dei penalisti romani, presieduto da Cesare Placanica, si tratta di una iniziativa che potrebbe configurare alcuni reati tra quali quello previsto dall’articolo 114 del codice di procedura penale che vieta “la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica” e quella prevista dall’art 42 bis dell’ordinamento penitenziario che prevede che “nelle traduzioni sono adottate le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità” .

bonafede battisti video agente sotto copertura - 2

Il video è stato condiviso sulla pagina Facebook del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, la sera del 14 gennaio, accompagnato dalla scritta “Il racconto di una giornata che difficilmente dimenticheremo!”. Ha una durata di 3 minuti e 52 secondi. In effetti risulta evidente il montaggio: una serie di cinque fotografie, all’inizio, e una ventina circa di spezzoni video vengono montati a costruire il racconto della giornata. Dall’arrivo di Battisti, alla sua presa in consegna da parte delle forze dell’ordine, con il prelievo delle impronte digitali, fino alla sua partenza in aereo, presumibilmente verso il carcere di Oristano, dove dovra’ ora scontare la pena dell’ergastolo. Il video è accompagnato da un brano musicale, Ether di Silent Partner, che è libero dal copyright.

Bonafede ha violato la legge?

La legge italiana proibisce di pubblicare l’immagine di una persona ammanettata. Il codice di procedura penale stabilisce infatti (all’art. 114 co. 6 bis) che “E’ vietata la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica, salvo che la persona vi consenta”. A questo proposito, il fact checking dell’AGI afferma che le parti del video in cui il terrorista è ripreso mentre viene trattenuto per le braccia dagli agenti non dovrebbero comunque costituire una violazione dell’articolo del codice di procedura penale che abbiamo citato, anche secondo una consolidata giurisprudenza: il motivo è che non sono visibili manette o altri mezzi di coercizione fisica. In questo caso, dunque, non sembra si possa parlare di una violazione della legge.

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Il comma 4 dell’articolo 42 bis invece stabilisce che “nelle traduzioni sono adottate le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità, nonché per evitare ad essi inutili disagi”. In questo caso, scrive sempre il fact checking dell’AGI, la violazione della norma appare innegabile. Non solo non sono state prese le “opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità”, ma è stato fatto l’esatto contrario. In uno spezzone del video – al minuto 2.10 – si vedono anche due coppie di agenti, la prima della Polizia di Stato e la seconda della Polizia Penitenziaria, scambiarsi il prigioniero e farsi ritrarre in favore di telecamera.

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