Economia

I conti disastrosi di Bio-On e l’attacco denunciato da Astorri

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Bio-on, ex unicorno bolognese della bioplastica arrivato a capitalizzare all’Aim oltre un miliardo per poi precipitare del 66% dopo la stroncatura, in luglio, del fondo americano Quintessential, ha presentato una semestrale con ricavi crollati da 6,123 milioni a 917 mila euro, perdite di 10,142 milioni contro 2,959 e patrimonio netto in calo di 10,350 milioni.

I conti disastrosi di Bio-On e l’attacco denunciato da Astorri

Ma il fondatore Marco Astorri, che ha creato l’azienda nel 2007 con Guido Cicognani, dice che l’azienda è sotto attacco. Ieri i vertici di Quintessential hanno commentato la semestrale dicendosi «non stupiti dei risultati, che confermano la correttezza della nostra analisi», aggiungendo che «nessun punto del precedente piano industriale è stato raggiunto». Per Astorri, che ne parla al Sole 24 Ore, l’azione del fondo «non è accaduta per caso, non è solo un attacco speculativo. Ci sono 400mila tonnellate di plastica nel mondo», e il Phas «ne può sostituire il 40%, abbiamo toccato 250 miliardi di euro di interessi». Immediata la controreplica del fondo, in serata: «Nessun complotto».

bio-on marco astorri

Intanto però il bilancio del primo semestre 2019 presenta ricavi a 917 mila euro, in drastica contrazione rispetto ai 6,1 milioni dello stesso periodo 2018. Un risultato che colpisce ancor più se confrontato con i ricavi di 50,7 milioni dell’intero 2018. Il motivo del calo, che ha portato a una perdita di periodo di 10,1 milioni, va cercato nella natura non ricorrente del dato 2018: ben 49,6 milioni di introiti erano legati alla cessione di licenze a terzi, in parte joint venture di Bi-on stessa, per sviluppare i prodotti in PHAs. In Borsa, sempre ieri, il titolo ha perso un ulteriore 38%, scendendo a 11,9 euro.

Bio-On, il caso Quintessential e i ricavi in picchiata

Nel 2019 Bio-on conta di arrivare a ricavi per 20 milioni, interamente da clienti terzi. È stato anche firmato un contratto per cedere lo sfruttamento dei PHAs nelle bottiglie per bevande. Il cliente, il cui nome non è stato rivelato, pagherà un milione nel 2019 e nove nel 2020, più il 2% sul fatturato futuro. Secondo Astorri il motivo del calo, che ha portato a una perdita di periodo di 10,1 milioni, va cercato nella natura non ricorrente del dato 2018: ben 49,6 milioni di introiti erano legati alla cessione di licenze a terzi, in parte joint venture di Bion-on stessa, per sviluppare i prodotti in PHAs.

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MF riporta oggi la difesa di Astorri

Presidente Astorri, partiamo da questi dati, dove sono finiti i ricavi?
Si tratta di una precisa strategia dell’azienda, che ha volutamente rallentato nella prima parte dell’anno la concessione di licenze, assegnando quattro opzioni da trasformare in licenze nella seconda parte dell’anno. C’era un progetto molto importante di valorizzazione delle licenze che è stato interrotto dall’attacco di Quintessential.

Il bilancio 2018 segnava ricavi per 51 milioni e un utile di 12 milioni, mentre ora la semestrale dice che i ricavi non arrivano al milione e ci sono perdite per 10 milioni. Perché non ha spiegato prima la sua strategia?
Bio-on è un’azienda che ha una tecnologia incredibile e deve strategicamente comunicare e generare contratti in maniera opportuna.

Lei prevede di chiudere il 2019 con un fatturato di 20 milioni e un ebitda per 8 milioni; come pensa di fare?
Intanto abbiamo già firmato un contratto da 10 milioni nel settore del beverage. Inoltre ci sono altri contratti in trattativa che portano ai target. In più, rifaremo il piano industriale.

EDIT ORE 14,21: Bio-On rassicura sulla liquidità e solvibilità dell’azienda e in una nota su richiesta della Consob, riporta – come indicato nella semestrale – la disponibilità degli azionisti fondatori a supportare finanziariamente la società. In particolare viene evidenziato come siano stati sottoscritti dai soci fondatori Marco Astorri e Guy Cicognani due contratti irrevocabili di finanziamento soci per un importo pari a 10 milioni di euro per una durata di 12 mesi.

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