Cultura e scienze

Il bimbo morto per il morbillo a Monza, la storia dei fratelli e gli antivaccinisti

Un paio di giorni fa un bambino malato di leucemia è morto all’ospedale San Gerardo di Monza dopo essere stato contagiato dal morbillo. Non era vero, come si è scritto all’inizio, che il bimbo fosse stato contagiato dai fratelli non vaccinati ma è interessante notare come la vicenda sia oggi utilizzata dagli antivaccinisti (o dai prestigiosi esponenti del movimento “Non sono antivaccinista ma!”) per gridare al complotto fornendo informazioni manipolate sull’accaduto. E allora forse conviene riandare alla genesi della vicenda per capirci qualcosa di più.

Il bimbo morto per il morbillo a Monza, la storia dei fratelli e i no-vax

Il 22 giugno alle 19 di sera l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera annuncia sulla sua pagina Facebook la morte del bambino, mandando anche una nota alle agenzie di stampa ma senza fornire ulteriori particolari sulla famiglia. Di certo fin da subito l’assessore scrive che l’immunità di gregge avrebbe salvato il piccolo:

“Il piccolo – ha spiegato l’assessore – era affetto da una Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA), malattia che oggi ha una probabilità di guarigione in oltre 85% dei casi con forme simili. In data 15 Marzo, per il sospetto di infezione da morbillo (diagnosi confermata il 16 Marzo), è stato trasferito in terapia intensiva per il peggioramento progressivo del quadro polmonare con necessità di assistenza respiratoria. È stato intubato e successivamente è iniziata l’assistenza mediante ECMO per insufficienza cardiaca o respiratoria, proseguita fino alla data di oggi”.
“Ci tengo a sottolineare – ha concluso l’assessore – come solo l’immunità di gregge, cioè la vaccinazione di oltre il 95% dei bambini, sia l’unica strada per tutelare soggetti immunodepressi o che hanno contratto malattie come nel caso del piccolo del San Gerardo, che per queste ragioni non possono vaccinarsi”.

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Alle 20 e 22 l’agenzia di stampa ANSA scrive in un lancio – e lo ribadisce in un servizio successivo sulla vicenda – che il bimbo “sarebbe stato contagiato dai suoi fratelli maggiori che non erano stati vaccinati”, citando “fonti ospedaliere. “La famiglia avrebbe preferito non far vaccinare i due figli più grandi, nonostante il più piccolo – proprio a causa della leucemia – avesse un sistema immunitario compromesso, e quindi non potesse né essere vaccinato né difendersi contro eventuali infezioni”.
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Il San Gerardo di Monza e la morte del bimbo con la leucemia

L’informazione viene ripresa da tutti i quotidiani on line (ne abbiamo parlato anche noi) e il giorno dopo tutti riportano ulteriori dettagli sulla vicenda. In particolare il Corriere della Sera a pagina 16 e Repubblica a pagina 19 (abbiamo parlato degli articoli qui) raccontano che il bimbo è figlio di “Una coppia milanese, probabilmente una di quelle «no-vax»” (Corriere) e che «A Monza, Carlo (il nome è di fantasia, ndr) ha contratto la malattia a marzo. Dai due fratelli, non vaccinati per decisione dei genitori, più volte in piazza per le manifestazioni no-vax contro l’obbligatorietà delle vaccinazioni» (Repubblica).

bimbo morbillo san gerardo
Uno degli articoli sul bimbo morto al San Gerardo

Ora, attenzione. Nel pomeriggio di ieri Andrea Biondi, primario di pediatria al San Gerardo, rilascia un’intervista al TG3 Lombardia – che nei titoli parlava ancora di bimbo contagiato dai fratelli – per dire fondamentalmente due cose: smentisce che il bimbo sia stato contagiato dai fratelli perché loro hanno contratto la malattia successivamente e dice che il bimbo si sarebbe salvato con l’immunità di gregge.

Andrea Biondi:no il primario del San Gerardo e… di next-quotidiano
L’intervista comincia a circolare perché viene messa su Youtube dall’utente Valerio Cozzolini, che però curiosamente taglia tutta la parte che riguarda l’immunità di gregge per lasciare soltanto la risposta sui fratelli. Altrettanto curioso che molti citino l’intervista o altri articoli sulla vicenda (ad esempio nei commenti a questo articolo) “lisciando” completamente il riferimento all’immunità di gregge: così Biondi si trova nella curiosa situazione di essere attendibile quando sostiene che non siano stati i fratelli a contagiare il bimbo, ma diventare “dimenticabile” quando invece parla dell’immunità di gregge. Chissà perché.

Gli antivax e il bimbo morto di morbillo

Successivamente Biondi viene intervistato anche da Sky Tg 24 e ADN Kronos Salute (noi abbiamo riportato le sue dichiarazioni qui) e anche lì ribadisce la questione dell’immunità di gregge.

È stato scritto che il bimbo sarebbe stato contagiato dai fratelli. “Semplicemente non è vero. La sua unica protezione – ribadisce il medico – sarebbe stata l’immunità di gregge”. Ma i tassi di vaccinazione sono scesi pericolosamente in Italia, dove i casi di morbillo dal 1 gennaio sono più di 3000. Il piccolo era stato contagiato a metà marzo, e le sue condizioni sono progressivamente peggiorate. Per un bimbo con la sua patologia “il morbillo è particolarmente insidioso”, ricorda l’esperto. Biondi sottolinea infine che l’organismo del bambino era debilitato dalla malattia e dalle cure cui era sottoposto. Anche un’eventuale vaccinazione in questo caso poteva non bastare. “Per lui l’unica difesa era l’immunità di gregge”, conclude.

In questa intervista a Rainews – che qualche antivax ha linkato con soddisfazione, probabilmente perché non l’ha ascoltata con attenzione – Biondi dice anche altro: «Il bimbo era nella fase in cui tutti i bambini sono più fragili perché non stava bene». «Teniamo presente che i nostri bambini vivono quando sono in terapia una vita di relazioni normali, possono incontrare i propri amici. Di fronte a un periodo di epidemia che abbiamo avuto il virus circolava di più. Il problema è che abbiamo avuto nei primi quattro mesi di quest’anno lo stesso numero di casi che abbiamo in un anno». Ovvero, anche qui Biondi spiega che il problema è l’epidemia e quindi che manca l’immunità di gregge.

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L’intervista ad Andrea Biondi di Gerardo D’Amico su Rainews24

Cosa ha detto la Lorenzin?

A questo punto cosa sostengono i nostri eroi antivax? Abbiamo raccolto un florilegio di dichiarazioni qui: c’è chi dice che il fatto che a causa della leucemia fosse immunodepresso è irrilevante. Perché è per colpa dei vaccini che “la maggior parte dei nostri figli è immunodepressa”. Forse i medici farebbero meglio a trovare una cura per il morbillo (che c’è, solo che su un individuo immunodepresso non funziona così bene come per i malati “normali”). C’è chi sostiene che siccome i fratelli non sono morti di morbillo allora il bimbo è morto per la leucemia. C’è chi dice che è tutto un trucco e che questa era una notizia dell’anno scorso. La pagina Facebook LOV – Liberi dall’Obbligo Vaccinale commenta la notizia dicendo che “c’è un rischio per tutto e per tutti”. Insomma, il rischio di morire a causa di una malattia prevenibile quando si è immunodepressi è accettabile. Questo nonostante sia un rischio molto più elevato di quello dell’insorgenza di reazioni avverse ai vaccini.  C’è poi la storia che il bimbo, già immunodepresso, avrebbe contratto la malattia perché, in mancanza di posti letto, sarebbe stato dirottato fra gli infettivi. Il Giornale di Monza, che alcuni antivaccinisti sventolavano tronfi ieri come fonte per la questione dei fratelli, la smentisce:
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Ma soprattutto, un po’ tutti se la prendono con la ministra Beatrice Lorenzin che avrebbe strumentalizzato la morte del bambino. Eppure, come abbiamo visto, di notizia falsa c’era soltanto quella che riguardava i fratelli del piccolo. La Lorenzin ha mai parlato dei fratelli del piccolo? Questo è il primo tweet della Lorenzin sulla vicenda:
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Come vedete, la Lorenzin parla di immunità di gregge. La stessa cosa che dice Biondi. Nella dichiarazione collegata di che parla la Lorenzin?

“È dolorosissimo commentare la morte del bimbo di 6 anni a Monza, che si sarebbe probabilmente salvato dalla leucemia, ma che il morbillo ha ucciso perché essendo malato non poteva essere vaccinato. Succede, come dice la scienza, quando manca l’immunità di gregge”. Lo afferma in una nota il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Non serve aggiungere parole, bisogna rispettare la medicina e le verità scientifiche per fare il bene dei nostri figli – conclude il ministro -. Sono vicina ai genitori e al loro immenso dolore”.

Il giorno dopo alle 14 e 25 compare anche quest’altra dichiarazione della Lorenzin in cui parla la Lorenzin e si parla dei fratelli del bimbo. Attenzione: non è la Lorenzin a parlare dei fratelli ma il testo dell’agenzia di stampa:

Una vita vale bene una legge”. All’indomani della morte del bambino malato di leucemia e stroncato dal morbillo preso dai fratellini non vaccinati, Beatrice Lorenzin è tornata sulla vicenda definendola una “storia straziante”. Dal Digithon di Bisceglie il ministro della Salute ha dichiarato di aver seguito la storia del piccolo per un mese: “Siamo dentro una epidemia di morbillo, bambini e adulti non vaccinati rischiano. Bambini fragili come quello di Monza, che stava guarendo dalla leucemia, che avremmo salvato dalla leucemia, è morto per il morbillo”.

Insomma, in tutto ciò tre cose sono chiare: la prima è che a sbagliare sono stati i media. La seconda è che tutti gli esperti (Biondi) e i rappresentanti delle istituzioni (Lorenzin, Gallera) che hanno parlato della vicenda hanno dato la colpa alla bassa immunità di gregge. La terza è che gli anti-vax sono gli unici a non essersene accorti. Coincidenze?

Leggi sull’argomento: «Non sono stati i fratelli a contagiare il bimbo morto per morbillo al San Gerardo di Monza»