Opinioni

Le previsioni di Guido Bertolaso sul Coronavirus

Guido Bertolaso, dopo aver rifiutato la proposta di Renzi di diventare commissario del governo per l’emergenza Coronavirus, ha accettato ieri di seguire per la Regione Lombardia la costruzione di un ospedale alla Fiera di Milano dopo il temporaneo stop del progetto da parte della Protezione Civile a causa della mancanza di medici e ventilatori. Fontana ha “ringraziato Bertolaso per aver accettato l’incarico per i quale riceverà un compenso simbolico pari ad un euro”. Bertolaso, dal canto suo, commenta: “Come potevo non aderire alla richieste del presidente della Lombardia di dare una mano nella epocale battaglia contro il COVID-19 se la mia storia, tutta la mia vita è stata dedicata ad aiutare chi è in difficoltà e a servire il mio Paese? Peraltro se ho aperto l’ospedale Spallanzani vent’anni fa e ho lavorato in Sierra Leone durante la micidiale epidemia di ebola forse qualcosa di utile con il mio team spero di riuscire a farlo. Il mio pensiero va ai medici – quelli veri – agli infermieri ed ai tecnici sanitari e ai farmacisti che da settimane danno l’anima rischiando ogni istante per combattere e vincere questa battaglia”. Fondamentale nella scelta sarebbe stata l’intermediazione di Silvio Berlusconi, che, dalla Provenza, ha sentito oggi al telefono Fontana. Una scelta, quella di Bertolaso, definita “eccellente” da Matteo Salvini.

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E intanto non può non tornare di moda questo tweet dello stesso Bertolaso e che risale al 26 febbraio scorso, ovvero 17 giorni fa: “Presto tutto tornerà sotto controllo, il virus perderà la sua forza in poche settimane, arriverà il caldo e la situazione si normalizzerà, ma i danni saranno stati gravi sulla nostra credibilità a forza d’animo”. Da quel giorno ad oggi ci sono 11.685 positivi nella sola Lombardia, con un incremento di 1865, ci sono 4898 persone ospedalizzate con 463 persone in più. Le persone in terapia intensiva sono 732, con un incremento di 85 e i decessi 966, 76 in più. Insomma, due settimane e mezzo, delle “poche” necessarie secondo Bertolaso, sono passate ma la situazione non sembra in via di miglioramento, anzi. In realtà però questo ragionamento, direbbe Bertolaso, è futile perché ci sono un breve, un medio e un lungo periodo e bisogna soltanto mettersi d’accordo sulla durata di ciascuno affinché queste “profezie” si autoavverino: se “poche” settimane sono appunto appena una cinquantina, ad esempio, siamo davvero ancora all’interno della previsione di Bertolaso. Certo, un economista non certo del calibro di Bertolaso, ovvero John Maynard Keynes, parlando del lungo periodo che porta in equilibrio le forze del mercato amava ripetere che nel lungo periodo saremo tutti morti. Ma questo è un dettaglio.

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