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Un posto per Berlusconi nella lista Salvini premier

salvini berlusconi forza italia

Matteo Salvini ha bisogno di Silvio Berlusconi. Per questo ha offerto al Cavaliere di andare al voto insieme. Ovvero, per respingere ogni tentazione di Forza Italia verso un governo istituzionale che posticiperebbe la data delle urne. Ma qual è l’offerta del Capitano al Cavaliere? Tommaso Ciriaco su Repubblica la spiega: si tratta di sciogliere Forza Italia e offrire a Berlusconi un posto nella lista Salvini Premier.

Il piano prevede una spartizione delle candidature sulla base dell’8% raccolto in occasione delle ultime Europee da FI e degli attuali sondaggi in picchiata. Dagli attuali 166 parlamentari azzurri (104 alla Camera e 62 al Senato) si passerà nella migliore delle ipotesi a una settantina di eletti: 28-30 candidati nei collegi uninominali, 45 al massimo nel listone proporzionale. Una strage. Anche perché non è detto che tutti vengano piazzati davvero in posizioni eleggibili: la proiezione più verosimile parla di 60-65 eletti. Ma il cuore dell’accordo si fonda sulla volontà leghista di “nascondere” le insegne di Forza Italia dalle liste elettorali.

Si tratta di un cataclisma politico destinato ad abbattersi su una storia ventennale. Di fatto, Fi chiuderebbe i battenti. E il leader leghista completerebbe la distruzione dell’antico alleato con una manciata di poltrone. Da lui dipenderebbe il vaglio preventivo per le candidature dei berlusconiani e ovviamente la futura rielezione. A Salvini, insomma, dovrebbero consegnare fedeltà e futuro.

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L’uomo chiave di questa svolta è Denis Verdini:

Proprio per questo, Forza Italia è in rivolta. La disperazione serpeggia nei messaggini privati dei campani, calabresi, lombardi, piemontesi, toscani. Già oggi in Aula a Palazzo Madama potrebbero contarsi parecchi scranni vuoti, silenziosa protesta degli onorevoli destinati al macello politico. Per il ministro dell’Interno, inutile dirlo, il vantaggio sarebbe invece clamoroso: con il centrodestra unito riuscirebbe a battere il Movimento anche in molti collegi del Sud, forse addirittura garantendosi una maggioranza autonoma senza gli azzurri. O almeno, così gli ha spiegato negli ultimi riservatissimi report Denis Verdini, che ha girato la bozza in copia anche ad Arcore.

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