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Ma davvero Beppe Grillo ci ha rimesso con la politica?

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L’argomento è di quelli che non annoiano mai: Beppe Grillo ci ha perso o ci ha guadagnato con l’avventura politica del MoVimento 5 Stelle? La questione è tutt’altro che marginale, soprattutto per il Capo Politico di un partito francescano che ha fatto della trasparenza, della restituzione di parte dello stipendio e della rendicontazione delle spese la sua principale arma politica. Del resto quando si è costretti all’opposizione l’unica cosa da fare è far vedere di essere i migliori e visto che agli italiani le spese della casta sembrano troppe l’importante è far vedere che con la politica si vive, bene, ma non è che ci si arricchisce.
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Beppe Grillo non è eletto quindi non guadagna dalla politica

Un concetto che naturalmente è relativo: molti parlamentari del M5S (anche quelli più importanti e famosi) ad inizio legislatura dichiaravano in reddito pari a zero o molto basso. Per loro è indubbio che l’avventura politica a Cinque Stelle abbia costituito un modo per sistemare le proprie finanze: non sono diventanti milionari e non hanno rubato niente a nessuno perché si tratta di guadagni legittimi, ma quando passi da non avere un reddito a prendere cinquemila euro al mese non si può negare che tu abbia fatto un buon affare. Diversa è la situazione di Beppe Grillo: lui in Parlamento non c’è e quindi dalla politica vera e propria – quella che si fa nei palazzi delle istituzioni – non percepisce un centesimo. Questo non è il risultato di una decisione arbitraria ma del fatto che Grillo, in base alle regole del MoVimento che lui stesso ha contribuito a definire, non è candidabile. Insomma, come per la faccenda dei rimborsi cui il MoVimento 5 Stelle avrebbe rinunciato Grillo non può guadagnare dalla politica per una sua libera scelta. Oggi però su Twitter Grillo ha detto un’altra cosa, ovvero che lui con la politica non solo non ci ha guadagnato ma ci ha addirittura rimesso. Un’affermazione che – per pura coincidenza – è uguale a quella fatta da Silvio Berlusconi nel 2006 quando disse «Non ho mai fatto affari con la politica, anzi ci ho perso e basta».
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Grillo fa riferimento al fatto che nell’ultima dichiarazione dei redditi (quella relativa al periodo d’imposta 2015) ha dichiarato un imponibile molto più basso di quello dichiarato l’anno precedente. Ma bisogna far notare che quell’anno Grillo aveva venduto una casa a Lugano che figurava (insieme ad una proprietà a Megeve in Francia, e un appartamento a Rimini e alla villa di Marina di Bibbona) tra i suoi beni l’anno precedenti. È per questo che l’imponibile del Capo Politico del M5S era più alto sia di quello dichiarato nel 2015 sia di quello relativo al periodo d’imposta 2013 quando Grillo aveva dichiarato 147.531 euro di imponibile (nel 2012 Grillo dichiarava sul blog un imponibile pari a 218.000 euro). Certo, nel 2015 con poco più di settantamila euro Grillo risulta essere “più povero” ma non è affatto detto che ci sia un rapporto di causa-effetto relativo alla sua attività politica. Certo, sicuramente sul calo del reddito di Grillo potrebbe pesare il fatto di aver cancellato il Rabdomante Tour del 2015, dopo che alcuni quotidiani avevano riferito che la decisione era dovuta ad un flop delle vendite dei biglietti del tour mondiale Grillo invece aveva spiegato che la scelta era stata motivata dalla volontà di stare vicino al MoVimento in occasione delle regionali di quell’anno. C’è però da dire che – nel 2016 o nel 2017 – Grillo ha venduto a Netflix i diritti del suo spettacolo Grillo vs Grillo – che nel 2016 ha portato in giro per l’Italia – e che quindi una parte di quelle perdite potrebbe essere compensata da nuove entrate.

…quindi Beppe non ci ha rimesso né guadagnato

Tutto sommato è la normale evoluzione dei redditi di un privato cittadino che di lavoro fa il comico (e il proprietario immobiliare) e che in quanto tale se non riempie i palazzetti non guadagna. Il punto è che Grillo non ha redditi dalla politica perché non è stato eletto, questo è l’unico motivo per cui “non guadagna dalla politica”. Sul fatto che invece ci perda vale la pena ricordare che il MoVimento, come soggetto politico, esiste dal 2008 e che gli spettacoli teatrali di Grillo sono sempre stati dei comizi elettorali a pagamento e che la cifra stilistica di quegli spettacoli, che gli ha consentito di avere buoni incassi e molto seguito e la stessa di quella dei comizi gratuiti che tiene per il Cinque Stelle. Grillo magari non farà politica in Aula ma è davvero difficile dire che quando incassava i soldi dei biglietti per i suoi spettacoli politici – che in alcuni casi costituiscono ancora la spina dorsale dell’ideologia del M5S (ad esempio su cancro, sanità e vaccini) – ci stesse rimettendo. Del resto non risulta nemmeno che Grillo – che è formalmente il proprietario del partito – abbia investito molti soldi per creare la struttura del M5S che, prima dell’ingresso in Parlamento, era totalmente autofinanziata dagli attivisti. E alla fine sorge una domanda: ma se un uomo che ha le idee per cambiare l’Italia non è nemmeno in grado di amministrare le proprie finanze e prevedere quello che sarebbe successo con la sua discesa in campo perché dovremmo dargli retta quando parla di economia, finanza e investimenti?