Opinioni

Quando Beppe Grillo diceva che gli eletti erano tutti uguali

Ieri Beppe Grillo ha poderosamente cazziato Roberta Lombardi, “rea” di aver espresso un parere discordante con quello di Virginia Raggi sullo Stadio della Roma a Tor di Valle, con un pps sul blog nel quale si segnalava che sullo stadio della Roma “decidono la giunta e i consiglieri. I parlamentari pensino al loro lavoro”. Il giorno prima Beppe aveva ammonito: «Per le questioni inerenti le amministrazioni guidate dal MoVimento 5 Stelle gli unici titolati a parlare, in nome e per conto del M5S, sono gli eletti. Chiunque altro si esprime solo a titolo personale e come tale devono essere prese le sue dichiarazioni». E la Lombardi ha rettificato (o meglio: ha tentato di rettificare) la sua posizione sostenendo che lei la pensa come la sindaca.

Uno a zero per Beppe, insomma. C’è però chi ha ricordato che l’11 agosto 2015 lo stesso Beppe Grillo pubblicava sul suo blog un ragionamento leggermente diverso rispetto a quello di oggi. All’epoca un post del consigliere comunale Vittorio Bertola sull’immigrazione faceva quattro proposte tra cui un giro di vite sui permessi di soggiorno e per motivi umanitari e l’istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone a cui viene respinta la domanda di asilo. Il post suscitò la reazione del senatore Maurizio Buccarella, il quale segnalò che la posizione del M5S era un’altra. E allora Beppe pubblicò questo post sul suo blog:

nel Movimento 5 Stelle non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti. Non c’è differenza fra un portavoce consigliere comunale e un portavoce senatore. Nel Movimento 5 Stelle esistono posizioni e discussioni, come quella in corso sull’immigrazione.

beppe grillo
Uno pari, palla al centro. Quanto a Beppe, è evidente che sia passato dal pensare che gli eletti siano tutti uguali al sostenere che qualcuno sia più uguale degli altri. Cose che capitano.

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