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Beppe Grillo dice che il direttorio non c'è più

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Beppe Grillo dice che il direttorio non c’è più. L’organo composto da Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Carlo Sibilia, Roberto Fico e Carla Ruocco, secondo il capo politico del MoVimento 5 Stelle, che ne aveva scelto i nomi con Gianroberto Casaleggio il 28 novembre 2014 , «non esiste più».  Io “faccio da pianificatore familiare” e nel Movimento 5 Stelle decide “il Movimento”. Il Direttorio? “Non c’è più il direttorio, decide il programma”, ha dichiarato Beppe in un’intervista a Euronews che andrà in onda lunedì sera e di cui sono state fornite le anticipazioni. “Quando ci sono cose da decidere nel programma si votano in rete. È semplice, è la cosa più semplice del mondo quello che vogliamo fare: è dare delle opportunità e dei mezzi a un cittadino di dire una cosa, un referendum propositivo, un bilancio partecipato, mettere in costituzione che le leggi popolari che si devono discutere in parlamento”. Grillo ha detto anche qualcosa a proposito delle espulsioni: “Noi ad esempio – aggiunge Grillo – quando siamo nati abbiamo raccolto 350.000 firme in un giorno per mandare via i condannati dal Parlamento. Io ho questo compito, di dire tu sei condannato per qualcosa, ti sospendo finché sei innocente sennò te ne vai. Se menti nel tuo programma, noi abbiamo un codice etico. Se tu vai fuori dal codice etico ti mando via”.

Beppe Grillo dice che il direttorio non c’è più

In realtà, come sappiamo, è stato appena votato un regolamento che dice che a comminare le sanzioni disciplinari sono il collegio dei probiviri e il comitato di appello, che Grillo deve aver forse dimenticato. In ogni caso saranno contenti i membri del Direttorio della notizia: d’altro canto non erano stati eletti da nessuno, e chi dà il potere poi lo toglie, come nelle migliori famiglie del Re Sole. Il capo dei 5 Stelle ha annunciato anche che il M5S lavora a una squadra di governo: ”Renzi si affossa da solo. Sono persone con le quali io ho avuto un piccolo rapporto in streaming e ho capito com’erano. Quando le persone sono alessitimiche, ovvero fingono emozioni perché non ne hanno e non capiscono quelli che ne hanno, inutile che io stia a parlare con una persona che non è leale. Perdo il mio tempo, mi distraggo, mi annoio. Non mi interessa parlare con menomati morali. Io la mia moralità ce l’ho, lui no”. Sul referendum costituzionale, ”Renzi ha già perso. In tutti i casi noi vogliamo le elezioni perché questo Parlamento non è legittimato, non siamo legittimati neanche noi”. Intanto ”stiamo cominciando a preparare e selezionare le persone se dobbiamo andare al governo. Non è facile”. Il nome del candidato premier ”sarà condiviso dalla Rete. Noi condividiamo certe cose, io non posso dire tu sì, tu no. Io sono escluso a priori”. Il leader ha detto la sua anche sulle firme false a 5 Stelle di Palermo: “La firma falsa non è una firma falsa, è una firma copiata. È l’Oscar della stupidità. Noi se siamo disonesti non riusciamo neanche ad essere disonesti. Con quelle liste lì non è stato eletto nessuno”. L’intervista è stata rilasciata mercoledì scorso a Bruxelles, a margine della manifestazione NoMesCina, e andrà in onda nella versione internazionale lunedì 14 alle 20,45.

«Sostengo Renzi se va contro l’UE»

Poi la bomba. Beppe Grillo non si fida di Matteo Renzi ma dice di essere pronto a sostenerlo se sceglie davvero lo scontro con l’Unione europea. Il leader del Movimento 5 stelle ha spiegato che a suo giudizio il presidente del Consiglio “è stato costretto” a battere i pugni sul tavolo con Bruxelles. “Quando capisci che è una copia, rafforzi l’originale”. “Benissimo. Se lui vuole fare un referendum sull’euro – ha aggiunto – ha tutta la nostra… se vuol togliere il fiscal compact che era uno dei nostri cavalli di battaglia…”. “Io sostengo una persona leale e sincera che mi dice che vuole togliere il fiscal compact. Sostengo una persona sincera che mi dice che vuole condividere il debito dell’Europa”, ha detto ancora Grillo, rispondendo alla domanda sul suo possibile sostegno a Renzi in questa battaglia. Quanto alla flessibilità della legge di bilancio sul terremoto e sugli immigrati, “su questo – ha affermato – siamo assolutamente sullo stesso piano. Io non ho preconcetti sui progetti o sulle idee. Io ho preconcetti sulla persona. La persona è per conto mio assolutamente inaffidabile, ma non i contenuti. Se i contenuti sono veri non mi interessa chi li ha proposti: io li condivido”. Finale su Virginia Raggi: la sindaca  è “un’eroina” e sta dando “molte soddisfazioni”, perché “è entrata in una superfetazione della corruzione di 50 anni”. “Roma è una millefoglie, Roma è una roba gigantesca, una superfetazione di corruzione, panna, corruzione, panna, corruzione, panna. Ci sono 200.000 faldoni di carta ammuffita, nelle cantine. Sono 66 chilometri, li abbiamo calcolati, è tutto il raccordo anulare, faldoni con dentro 30 anni di condoni mai riscossi, con tutto il patrimonio del comune e nessuno sa che case ci sono, 100-200.000 case. Si prendono affitti da 10 euro”, aggiunge Grillo.