Economia

I soldi per le buche di Roma non ci sono

virginia raggi vento caditoie - 6

I soldi non ci sono. Dal ministero dell’Economia arriva una risposta tutt’altro che in codice alle richieste di Virginia Raggi e del Comune di Roma per la manutenzione straordinaria delle strade e per tappare le buche della Capitale. I soldi che Danilo Toninelli aveva promesso, è il ragionamento di via XX Settembre, vanno trovati e stanziati, quindi coperti. Ci vuole tempo, spiega oggi il Messaggero, ovvero la stessa cosa che la Giunta Raggi, dopo aver dormito per due anni e mezzo e lavorato male quando era sveglia (il bando rimozioni è stato annullato per la sesta volta: è record), ormai non ha più.

L’unica speranza della sindaca è che ci sia un forte intervento politico del Movimento 5 Stelle: per questo Raggi chiederà l’intervento del vicepremier Luigi Di Maio e, indirettamente, del vice ministro dell’Economia Laura Castelli. A quel punto i fondi per le buche romane – 180 milioni o meno potrebbero essere recuperato con un emendamento ad hoc,da presentare in Parlamento a cura dei grillini.

L’idea che circola in ambienti pentastellati è che nulla avverrà fino a sabato prossimo, quando è prevista la sentenza sul processo di primo grado che vede Raggi imputata per falso nella vicenda relativa all’assunzione di Renato Marra a capo della direzione turismo del Campidoglio. Se la sindaca supererà indenne lo scoglio, i vertici M5S valuteranno se e come portare avanti alla Camere questo (ulteriore) fronte di scontro con il Mef e quante risorse destinare alla «svolta».

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I soldi che il Comune di Roma ha chiesto (Il Messaggero 3 novembre 2018)

Il Campidoglio chiede inoltre lo sblocco del turnover del personale, che garantirebbe in particolare l’assunzione di duemila vigili urbani, e più risorse da parte dello Stato (personale e soldi) per alcuni compiti particolari, come la salvaguardia dei monumenti e la lotta al degrado. Tutti soldi che sarebbero potuti arrivare dal taglio del miliardo di sprechi che Daniele Frongia aveva promesso entro il primo anno di consiliatura (dovevano essere reinvestiti addirittura “nel giro di un anno”). Di Maio aveva ribadito la promessa.

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Luigi Di Maio nel 2015 su Facebook

Si trattava di una fregnaccia uguale e identica alle coperture per il reddito di cittadinanza. L’ennesima.

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