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Come Bagnai è stato superato da Fontana come ministro degli Affari Europei

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Alberto Bagnai era il nome scelto da Matteo Salvini per raccogliere l’eredità di Paolo Savona al ministero degli Affari Europei. Ma a quanto pare il Capitano ha cambiato idea e proporrà Lorenzo Fontana.

Come Bagnai è stato superato da Fontana come ministro degli Affari Europei

A certificare che il nome di Bagnai fosse quello scelto da Salvini è stato il ministro Centinaio a Radio Capital un mese fa. «Sarebbe la persona giusta, ha competenze professionali e umane»; e ancora: «È antieuropeista? Quando in passato in queste posizioni abbiamo messo europeisti convinti non è che hanno fatto bene, magari un euroscettico va in Europa con una forza diversa rispetto agli euroservi che abbiamo avuto finora».

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C’è però un problema: gli euroservi hanno ottenuto che il ministro proposto da Salvini a Conte fosse Lorenzo Fontana. Spiega oggi Il Messaggero:

Secondo fonti autorevoli, il leader leghista nei giorni scorsi ha candidato Alberto Bagnai, il presidente della commissione Finanze del Senato dichiaratamente euro-scettico. Ma poi, «vista la contrarietà del Quirinale», avrebbe deviato su Lorenzo Fontana, una lunga esperienza (9 anni) da europarlamentare e attuale ministro della Famiglia.

«In realtà il ballottaggio non è chiuso, sono ancora in corsa sia Bagnai che Fontana, a Matteo vanno bene entrambi», dice un alto dirigente leghista. «E’ però probabile che si chiuda su Fontana». Tant’è, che già circola il nome di Manuela Lanzarin, anche lei veneta, fedelissima di Luca Zaia (è assessore alla Sanità) e vicina al Family day.

C’era un veto del Quirinale su Bagnai?

Ma, dice ancora il Messaggero, in realtà Mattarella non ha posto alcun veto su Bagnai e anche Conte smentisce di aver ricevuto pressioni dal Quirinale sul nome. E Carmelo Lopapa su Repubblica spiega che il nome di Fontana è arrivato dopo un derby interno alla Lega:

Di conseguenza, bisogna scavare dentro la Lega per capire le vere ragioni dello stallo. Si scopre così che nel partito si è consumato un derby. E che alla fine il nome fatto da Salvini a Conte, in gran segreto, è stato Fontana, appunto. L’economista – questa la tesi leghista – gestisce dossier «troppo delicati», dalle banche ad altri, perché il partito possa privarsi del suo ruolo di presidente della commissione Finanze.

Ma se è per questo, Fontana lascia addirittura un ministero. Solo che sulla Famiglia la Lega mette già in queste ore il suo cappello. O quanto meno si accinge a farlo: con Manuela Lanzarin, assessore alla Sanità del Veneto, fedelissima del governatore Zaia, vicina al mondo del Family Day.

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Insomma, la Lega poteva portare un antieuropeista nel governo ma alla fine ha scelto un leghista della prima ora. Senza nessun veto da parte di Conte o del Quirinale. Come mai?

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