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La storia di Autostrade che chiede soldi ai dipendenti per Genova

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Danilo Toninelli viene da una settimana difficile: prima il decretino per Genova, poi le polemiche per le foto con il plastico di Bruno Vespa e infine i giochi di parole con il suo barbiere sulla tragedia. Per questo avrà pensato di rifarsi stamattina puntando il dito su Autostrade e utilizzando una notizia fatta circolare da Libero e da La Verità.

La storia di Autostrade e dei soldi ai dipendenti per Genova

“È incredibile leggere di #Autostrade che chiede ai suoi dipendenti di devolvere parte dello stipendio per risarcire le vittime di #Genova. Scaricare i costi del disastro sui lavoratori è semplicemente ignobile”, scrive il ministro dei Trasporti su Twitter. In una lettera inviata a tutti i dipendenti, il responsabile delle risorse umane e industriali della società, Carlo Parisi, scrive: «Cari colleghi, coloro che volessero devolvere volontariamente il valore di una o più ore di lavoro a favore delle famiglie delle vittime della tragedia del crollo del ponte Morandi, dovranno compilare il modulo qui di seguito riportato». Il comunicato numero 14 dell’ufficio del personale di Autostrade è stato consegnato a casellanti, operai, segretarie e impiegati dell’azienda.

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La versione di Autostrade

Un comunicato dell’ufficio stampa di Autostrade citato da Repubblica però sostiene che la storia sia diversa: “L’idea e la richiesta non vengono da noi. Si tratta dell’iniziativa autonoma di un gruppo di lavoratori che ha ritenuto di raccogliere fondi a sostegno delle famiglie. Ci hanno semplicemente chiesto di diffondere la richiesta. Il management di Autostrade non c’entra nulla”. La società quindi avrebbe fatto così da tramite di una richiesta venuta dai lavoratori attraverso l’interessamento dell’ufficio delle risorse umane.  ”Dispiace molto constatare come anche iniziative così nobili possano essere oggetto di strumentalizzazioni fondate su notizie false e tendenziose”, si legge poi in una nota rilasciata alle agenzie.

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Autostrade per l’Italia ricorda, “come aveva già chiaramente annunciato in un comunicato stampa del 13 settembre, che la raccolta di fondi promossa a favore delle famiglie delle vittime della tragedia del ponte Morandi è un’iniziativa spontanea di alcuni dipendenti, nata dalla loro sensibilità“. “Si tratta dunque di un’iniziativa che la società ha deciso semplicemente di sostenere e supportare e che si realizza su base esclusivamente volontaria, attraverso la libera ed eventuale decisione di ogni lavoratore della società di devolvere il corrispettivo economico di una o più ore del proprio lavoro. Quest’iniziativa ovviamente non ha e non potrebbe mai avere nulla a che fare né con i contributi per le primissime necessità che la società ha già versato agli abitanti e ai commercianti della Zona Rossa, né con il piano di interventi per Genova dal valore di 500 milioni di euro che è stato annunciato da Autostrade per l’Italia in occasione della conferenza stampa del 18 agosto scorso a Genova. Dispiace molto constatare come anche iniziative così nobili possano essere oggetto di strumentalizzazioni fondate su notizie false e tendenziose”. Autostrade il 19 agosto scorso ha messo a disposizione del Comune di Genova un fondo da destinare ai familiari colpiti dalla tragedia e a chi perderà la casa per le demolizioni necessarie a ricostruire, annunciandolo in una conferenza stampa con il presidente Fabio Cerchiai e l’amministratore delegato Giovanni Castellucci.

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