Economia

Autostrade, i Benetton scaricano Castellucci

giovanni castellucci

I Benetton scaricano Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia SPA, dopo l’escalation politica e giudiziaria che ha coinvolto Autostrade. La decisione verrà formalizzata oggi alle 14,30, quando il cda di Atlantia si riunirà per decidere a chi affidare le deleghe operative, anche se l’orientamento prevalente pare quello di aumentare i poteri del presidente Fabio Cerchiai, e a cascata di alcune seconde linee del gruppo.

Autostrade, i Benetton scaricano Castellucci

Sara Bennewitz spiega oggi su Repubblica che il cda di Atlantia assegnerà le deleghe di Castellucci all’interno dell’azienda e si prenderà del tempo per trovare un nuovo amministratore delegato che sia capace di risollevare le sorti del gruppo, che solo ieri ha perso in Borsa 1,4 miliardi di capitalizzazione. Pesano le contestazioni giudiziarie dell’inchiesta bis sul Ponte Morandi ma soprattutto la volontà di procedere alla revoca delle concessioni da parte del governo Conte BIS.

Bisogna negoziare i termini della revisione della concessione, quelli del salvataggio di Alitalia, ma c’è anche da decidere cosa fare della partecipazione in Eurotunnel in vista della Brexit; nonché sulla controllata Abertis che il prossimo anno dovrà gareggiare per il rinnovo di Eran parte delle sue concessioni in Spagna. La famiglia Benetton, che da mesi era divisa sul da farsi, si sarebbe ricompattata dopo quanto emerso dalle ultime indagini. Atlantia rappresenta tre quinti del patrimonio della dinasty veneta, pertanto il futuro di Edizione è legato a doppio filo a quello del gruppo delle infrastrutture.

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I soci di Atlantia e l’andamento in Borsa (La Repubblica, 17 settembre 2019)

Secondo La Stampa però il manager non ha intenzione di mollare tutto così facilmente: Castellucci è un noto combattente, non vuole diventare un semplice capro espiatorio. Vorrebbe gestire l’eventuale uscita salvaguardando la propria immagine.

Egli stesso avrebbe chiesto al presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai (la cui poltrona, secondo alcune fonti, pure potrebbe traballare), di convocare per oggi la riunione del cda. Castellucci difenderà il suo lavoro e la sua correttezza fino all’ultimo. Saranno i consiglieri, in definitiva, a dover chiedere all’ad di fare un passo indietro.

Il manager, comunque, appare finito su un piano inclinato. Non è però la prima volta che rende disponibile il proprio mandato. Lo aveva fatto all’indomani della tragedia del Morandi, ma Gilberto Benetton, il numero uno di Edizione fino alla sua scomparsa, avvenuta il 22 ottobre di un anno fa, gli aveva chiesto di restare.

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Benetton, l’impero Edizione Holding (La Repubblica, 17 settembre 2019)

C’era ancora bisogno di lui – manager da 18 anni alla guida del gruppo per traghettare la società in una fase drammatica come quella. A lui era stato chiesto dall’azionista di aiutare la comunità genovese piegata dalla tragedia. Di gestire lo tsunami politico della richiesta di revoca delle concessioni che, tra alti e bassi, prosegue.

Ieri Stefano Fassina, di Leu (nella maggioranza di governo), ha sostenuto la necessità di rinazionalizzare le autostrade.

Autostrade, Castellucci e il ritorno di Gianni Mion

Potrebbe essere Gianni Mion a sostituirlo nella trattativa con il governo, secondo una soluzione di continuità che ha già portato colui che per trent’anni era stato manager plenipotenziario di tutte le attività non tessili della famiglia in sella. Conclude Giorgio Meletti sul Fatto:

Casualmente la separazione con Mion è avvenuta poche settimane dopo il rinvio a giudizio di Castellucci per la strage di Avellino (40 morti nel pullmanvenutogiù dal viadotto in cui da anni non si controllava l’efficienza dei guardrail). E non è un mistero che il giudizio negativo sullo stile di Castellucci sia stato uno degli elementi principali della rottura tra Mion e i Benetton. Dopo la tragedia di Genova e dopo la morte di Gilberto, la famiglia è rimasta per alcuni mesi ostaggio di Castellucci. La sua idea di difendere la concessione ricattando il governo sul salvataggio Alitalia non ha convinto i Benetton. (…)

Il ritorno di Mion si è profilato fin da subito come un guaio per Castellucci. Il quale ha tentato di difendere fino all’ultimo la sua posizione facendo pesare sugli azionisti di Treviso i suoi meriti passati, un network di rapporti politici ricco e ben alimentato e, verosimilmente, la conoscenza di molti segreti su come i Benetton siano riusciti per decenni a ottenere sempre la benevolenza dei governi e degli organi ministeriali di vigilanza sulle concessionarie.

Ma è proprio l’accelerazione e la svolta nelle inchieste giudiziarie ad aver condannato Castellucci. Troppo debole lui come indagato per il Morandi e come imputato in appello perla strage di Avellino dopo l’assoluzione in primo grado dello scorso gennaio.

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