Economia

Autostrade, anche il PD per la revoca della concessione

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Anche il Partito Democratico – dal segretario Nicola Zingaretti alla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli – si è convinto che per Autostrade la strada da prendere è la revoca della concessione alla società controllata dalla holding Atlantia, i cui azionisti di maggioranza sono i Benetton. Lo annuncia oggi Marco Palombi sul Fatto Quotidiano, il quale fa sapere che il provvedimento – corredato dalle analisi del ministero delle Infrastrutture sulle mancate manutenzioni di Autostrade e dai pareri tecnici di Avvocatura e Corte dei Conti – sarà pronto per il Consiglio dei ministri della prossima settimana, ma non è ancora stato deciso se procedere prima o dopo le Regionali di domenica 26 gennaio. Calcoli di bassa cucina politico-elettorale che non cambiano la situazione.

LO SPOSTAMENTO del Pd sulla posizione della revoca è anche frutto dei comportamenti dell’azienda. Trattare coi Benetton, ad esempio, è quasi impossibile, tanto più che la famiglia è divisa su quale comportamento tenere: la proposta di “cavarsela”con una maxi-multa e uno sconto a tempo sui pedaggi – spiegano fonti di governo – è arrivata dai “giovani” della famiglia, componente che ha però scarso potere decisionale.

Al contrario il patriarca Luciano Benetton e soprattutto il manager Gianni Mion – artefice nel passato della trasformazione finanziaria del gruppo e da giugno presidente di Atlantia – avrebbero già scelto la via del contenzioso, via annunciata dai rifiuti a qualunque revisione della (vantaggiosissima) concessione del 2007 edalla letteraccia“lega le”inviata al governo prima di Natale, quando il decreto Milleproroghe ha cambiato i termini con cui si calcolerebbe il risarcimento ai concessionari revocati (l’accordo in essere coprirebbe di miliardi gli azionisti di Autostrade persino in caso di revoca per inadempimento o colpa grave).

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Autostrade, le concessioni di Atlantia (Il Messaggero, 9 gennaio 2020)

A nessuno sfugge che il PD in questo modo cambia posizione, ovvero proprio nella direzione auspicata da Alessandro Di Battista nel suo discorso in difesa di Di Maio qualche giorno fa. Ma d’altra parte che senso avrebbe continuare una battaglia politica insensata e impopolare di fronte al Ponte Morandi?

Se questa, nonostante le formali offerte di trattativa dell’amministratore delegato di Aspi Roberto Tomasi, è la via scelta da Atlantia, lo showdown arriverà entro gennaio: siccome il Milleproroghe pubblicato il 30 dicembre in Gazzetta Ufficiale modifica in modo sostanziale la concessione in essere, Autostrade ha 30 giorni di tempo per decidere se accettare i nuovi termini o considerare il contratto decaduto. Il via vai di prestigiosi studi legali alla corte di Mion è da considerarsi quasi una scelta compiuta in questo senso.

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