Economia

Autostrade, ANAS vuole lo scudo penale

In caso di eventuali problemi futuri alle infrastrutture, su chi ricadrebbe la responsabilità penale della manutenzione non eseguita negli anni passati? È possibile mettere in piedi una sorta di “scudo penale” per Anas?

anas catania 1

ANAS vuole lo scudo penale per subentrare nella gestione delle Autostrade. Mentre Luigi Di Maio torna a ribadire che vuole togliere le concessioni ai Benetton, il gestore designato dal governo in caso di revoca avverte l’esecutivo e in un articolo del Sole 24 Ore spiega la sua posizione:

Subentrare nelle concessioni autostradali affidate ad Aspi non sembra tanto facile neppure per Anas. Se infatti da una parte la società dei Benetton, Autostrade per l’Italia, contesta l’incostituzionalità del provvedimento di revoca inserito nel decreto Milleproroghe dal governo, nemmeno per Anas, che dovrebbe ricevere l’incarico di gestire in prospettiva 3mila chilometri di strade, la questione è semplice. Si parla dell’ipotesi che Aca, contenitore ad hoc della società statale Anas, subentri ai Benetton.

Tuttavia ci sono questioni aperte che dovrebbero essere affrontate a gennaio dal cda di Anas. Che, essendo una società per azioni, vuole evitare di trovarsi di fronte a rischi non calcolati. I tre nodi per Anas Questo mese verrà effettuata un’analisi accurata per definire oneri e onori del subentro. Tre sono gli interrogativi che andranno sciolti per agevolare l’attività di Anas.

quanto guadagnano le autostrade
Quanto guadagnano le Autostrade (La Stampa, 23 dicembre 2019)

Prima di tutto, in caso di eventuali problemi futuri alle infrastrutture, su chi ricadrebbe la responsabilità penale della manutenzione non eseguita negli anni passati? È possibile mettere in piedi una sorta di “scudo penale” per Anas?

Secondo punto: chi sosterrà l’equilibrio finanziario nella gestione delle strade liguri visto che il pedaggio è momentaneamente sospeso?

Infine: Anas non ha ancora ricevuto il pagamento della concessione dell’autostrada dei Parchi (Teramo-Roma), appartenente al gruppo Toto. Sia per il periodo 2015-2016 che per il periodo 2017-2018 i pagamenti sono stati rimandati per legge alla fine della concessione, intorno al 2030 (per via dei problemi del territorio a seguito del terremoto). Ma il problema si sta creando anche per il 2019. Chi sanerà il buco dei mancati incassi?

Questi quesiti saranno probabilmente affrontati da Anas nel prossimo cda, prima di prendersi l’incarico di subentrare ad Aspi. Sarà dunque necessaria una due diligence. Senza contare il fatto che Aspi avvierà comunque una battaglia legale.

Leggi anche: M5S, l’espulsione di Paragone e la rabbia di Di Battista