Opinioni

Modulo autocertificazione per gli spostamenti? Solo di carta

Il modulo autocertificazione per gli spostamenti deve essere soltanto cartaceo. La Polizia di Stato lo scrive in un tweet che cancella così la possibilità di utilizzare app e altri servizi online per giustificare gli spostamenti (che a breve verranno ulteriormente limitati).

La Polizia postale precisa che il ricorso a tali servizi, seppur motivato da esigenze di apparente semplificazione e velocizzazione delle procedure, si pone in contrasto con le prescrizioni attualmente vigenti.

L’autocertificazione deve infatti essere firmata sia dal cittadino sottoposto al controllo che dall’operatore di polizia, previa identificazione del dichiarante. L’autocertificazione va inoltre acquisita in originale dall’operatore che effettua il controllo, per le successive verifiche.

Sotto altro profilo, si evidenzia come il ricorso a servizi non ufficiali né autorizzati da Autorità pubbliche per la compilazione del modello di autodichiarazione, esponga i cittadini ad una ulteriore e non secondaria insidia, legata al rispetto della dimensione della loro privacy.

modulo autocertificazione spostamenti cartacea

Si ricordi, infatti, come i dati contenuti nel modello di autodichiarazione consentano di rivelare non soltanto la frequenza e la tipologia dello spostamento dell’individuo ma altresì le ragioni – personali e riservate – che giustificano tale spostamento e che possono ricollegarsi ad informazioni sensibili quali lo stato di salute, le esigenze personali le circostanze lavorative.

L’acquisizione e la gestione di tali dati sensibili da parte di soggetti terzi, secondo quanto dispone il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR) e le prescrizioni nazionali in tema di diritto della privacy, sono sottoposte a precisi obblighi in tema, fra l’altro, di correttezza e trasparenza, consenso informato, limitazione del trattamento a specifiche finalità, aggiornamento e soprattutto integrità e riservatezza. Tali obblighi sono posti a garanzia di tutti i cittadini contro potenziali e pericolosi abusi.

Ovviamente la disposizione della polizia ha scatenato sarcasmo e ilarità (giustificati) su Twitter:

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Ieri abbiamo spiegato come si fa a dichiarare che non si è positivi se non si è fatto il test, ovvero la nuova voce con la quale l’interessato deve autodichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 1, comma 1, lett oc) del Dpcm 8 marzo 2020 che – come è noto – reca un divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi a COVID-19.

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nel documento si scrive precisamente “di non essere risultato positivo al virus“, il che presuppone, per logica, che si sia fatto un test. Coloro che sono stati sottoposti al test e sono risultati positivi, dunque devono osservare il periodo di quarantena, che è già implicito il divieto di circolazione. Chi invece, al momento della compilazione del documento, non ha elementi che attestino la sua positività (sia perché ha fatto il test ed è risultato negativo, sia perché non lo ha fatto in quanto non vi sono ragioni per farlo), può utilizzare l’autocertificazione per spostarsi.

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