Economia

Auto aziendali, come funziona la stretta

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La formulazione definitiva (e più blanda) della stretta fiscale sulle auto aziendali avrà effetti diversi rispetto alle prime bozze, cambiano i calcoli di convenienza rispetto alle prime bozze della legge di Bilancio. Il Sole 24 Ore pubblica oggi una simulazione sull’applicazione delle regole che andranno in vigore con i contratti stipulati dal 1° luglio.

Riguardano l’ipotesi di scelta di uno dei relativamente pochi modelli da flotta aziendale che vengono penalizzati sul fronte del fringe benefit: l’Alfa Romeo Giulietta 1.4 a benzina da 120 cavalli (costo di acquisto senza Iva: 22.640 euro con ammortamenti annuali al 25%, 12,5% il primo anno). Dal 1° luglio, la percorrenza per uso privato conteggiata come reddito in natura del lavoratore sale dal 30% di 15mila chilometri al 40%, se le emissioni di CO2 dell’auto sono comprese tra 161 g/km e 190; tra 61 e 160 restano al 30%, oltre i 190 g/km si sale al 50 per cento. Inasprimenti di un ulteriore 10% dal 2021. Tra zero e 60 g/km (risultati alla portata solo di auto elettriche e ibride plug-in) c’è un lieve alleggerimento (25%).

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Auto aziendali, come funziona la nuova stretta (Il Sole 24 Ore, 7 gennaio 2020)

L’esempio si riferisce al caso di trasferte fuori dal territorio comunale per ben 40mila chilometri l’anno, ripetuti per cinque anni, al termine dei quali il mezzo viene rottamato. Vengono ipotizzati contrinuti Inps a carico dell’azienda sul fringe benefit per 5.952 euro in cinque anni e risparmi dovuti a deduzioni Ires (15.715 euro) e Irap (3.316).

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